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ITINERARI/Prendo e vado a Palermo
Cinque anni fa, questo racconto sarebbe sembrato quasi fantascienza. Non tanto per questioni tecnologiche, ma perché cinque anni fa non era normale prendere un P92, per quanto attrezzati, e dopo pranzo decidere di partire dalla pianura padana per andare a casa propria a Palermo. Anni fa, pochi anni fa, questo sarebbe stato un “raid”. Oggi è un volo che in molti possono compiere senza eccessivi sforzi, senza rischi, in totale comodità. Metteteci un aereo strumentato alla perfezione, prendete pure un pilota di esperienza con PPL, infilateci l’immatricolazione estera e il supporto dei CTA, e magari anche una connessione 3G per vedersi meteo e altro in tempo reale. Metteteci tutto quello che volete, ma quel giorno ho visto via webcam l’autore di questo racconto guardarsi attorno, guardare in alto, prendere e sparire fuori dal frame con il suo Eaglet. Con una naturalezza quasi “da viaggio in auto”. Ancora oggi c’è chi per attraversare mezza pianura padana “pianifica” come se stesse per andare a Capo Nord, ed è bello che sia (anche) ancora così. Ma guardiamo in faccia la realtà: stiamo spingendo i limiti, sempre di più, di quello che è diventata l’aviazione “personale” VFR. La stiamo reinventando, o forse ci stiamo solo riprendendo il maltolto dopo anni di assurdità tutte italiane.
Buon viaggio! – CF
L’unica grossa differenza si noterebbe in caso di emergenza durante il sorvolo del Passo dei Giovi, in una giornata CAVOK vedrei la zona di impatto con il terreno, oggi no!Sono ore che osservo continuamente lo stato del cielo, ma la nebbia continua a farla da padrone qui a Mezzana e la visibilità non supera i 1000 metri. Poi verso le 13 tre raggi di sole sbucano tra le nuvole, quindi decido di decollare e se vedo che verso Genova non si passa me ne ritornerò alla base. Dopo il decollo mi infilo in un bel buco blu e a 1000’ ground mi ritrovo circondato dal cielo libero, mentre sotto di me distinguo abbastanza bene il terreno. Rinfrancato mi porto a 4000’ e pochi istanti dopo mi ritrovo on top! Sotto di me un tappeto bianco e impenetrabile, ma ho le mie certezze: a Genova il METAR da 6000 metri di visibilità e lungo la costa verso Pisa la meteo è migliore, da Pisa a Roma tutto è CAVOK, quindi continuo. L’unica grossa differenza si noterebbe in caso di emergenza durante il sorvolo del Passo dei Giovi, in una giornata CAVOK vedrei la zona di impatto con il terreno, oggi no!
A Genova i controllori sono sempre gentili e disponibili e mi lasciano proseguire rimanendo a 4000’ e mentre mi avvicino a Nervi inizio a vedere chiaramente la costa ed il mare; continuo senza grossi imprevisti ma solo gustandomi il volo lungo la costa ligure fino al traverso di Massa, quando Milano Info mi passa con Pisa. Qui il controllore di turno decide che non posso passare dentro il CTR seguendo la linea di costa a 1000’ e mi intima in maniera anche abbastanza “scortese” di lasciare immediatamente la frequenza, virare verso Lucca e contattare Firenze! Preferisco evitare discussioni che non porterebbero a niente e dirigendomi verso Lucca contatto l’AFIS, il quale mi avvisa che la R18 è attiva; decido di appiccicarmi sulle colline a sud della zona riservata ai lanci para e dopo poco sbuco nella valle che mi porterà a sorvolare Valdera.
A Genova i controllori sono sempre gentili e disponibiliAggirando il CTR di Pisa ritorno sulla costa a sud di Cecina e contattando Grosseto continuo la mia navigazione gustandomi il bellissimo panorama della costa toscana. Dopo aver aiutato Grosseto APP a contattare un elicottero che non riuscivano a sentire, li saluto e con prua su Civitavecchia inizio a “tagliare gli angoli”. Infatti il GPS mi conferma che dovrei arrivare a Nettuno circa 15 minuti dopo le effemeridi, di questo devo ringraziare Pisa che mi ha fatto allungare il percorso di circa 10’. Contattando Roma Urbe scopro che hanno la possibilità di vedermi via radar – scoprirò poi che hanno un relay da Fiumicino – quindi infilandomi tra Guidonia e Roma proseguo mentre le ombre si allungano e le macchine iniziano ad accendere le luci. Grazie all’aiuto dell’amico Riccardo avvisto il campo in tempo per atterrare poco prima del buio, quindi dopo aver fatto rifornimento e ricoverato l’aereo in hangar, grazie alla cortesia del gestore dell’aviosuperficie, proprio accanto ad un bellissimo Stearman giallo, ripenso alla giornata appena trascorsa; dopo 3h e 15’ di volo sono pronto per un’ottima cena con Riccardo ed i suoi amici, per prepararmi anche mentalmente alla giornata di domani.
Sveglia alle 06.00, preparativi di rito e decollo in un aria calma e con il sole che sta sorgendo alle 07.00. Fino a Napoli volo senza storie, un po’ di vento al lasco che aiuta a tenere la velocità sui 220 kmh ed un panorama stupendo; le isole Pontine si stagliano nettamente ad ovest, mentre verso sud inizio ad intravvedere il contorno di Ischia e Capri. Sono in ascolto sulla frequenza di Napoli APP e sento un volo AirOne in avvicinamento a Capodichino, ma non è un volo di linea: a bordo vi sono i giocatori del Napoli reduci dalla trasferta vittoriosa a Torino, e quindi le comunicazioni T/B/T assomigliano molto a quello che si ascolta in frequenza sulla 130.00 la domenica in pianura padana!
Rimanendo al di fuori del CTR di Napoli a 1000’ lascio Procida alle mie spalle e mi dirigo verso SOR…dopo qualche secondo di pensiero a cosa succederebbe se il mio fidato Rotax decidesse di prendersi qualche pausa di riflessione il pensiero e le azioni si focalizzano alla condotta del volo, anche se tengo sott’occhio un paio di navi che stanno entrando nel Golfo di Napoli, non si sa mai…
Arrivato al traverso del VOR di Sorrento devo prendere un’altra decisione… Proseguire lungo la costa o tagliare il Golfo di Salerno come suggerito da Riccardo la sera prima? Proseguendo lungo la costiera amalfitana se uno ha qualche avaria fa comunque splash, e visto il vento da NE teso che crea un po’ di turbolenza sotto costa e dopo aver controllato la posizione della maniglia per gonfiare il giubbotto, via a tutta canna verso Acciaroli, sempre con un occhio attento al traffico marittimo!
Dopo poco piu’ di 15’ mi ritrovo a sorvolare la costa e dopo aver lasciato Marina di Camerota altro piccolo taglio sul mare e mi avvicino a Scalea; il mare è coperto dalle famose ochette bianche che confermano la presenza di vento teso da NNE, ma essendo la pista di Scalea lunga 1850 metri ed orientata 09/27 non penso di avere grossi problemi per l’atterraggio. Contatto Scalea sulla frequenza che avevo riportato dall’Avioportolano, ma nessuno risponde; avendo telefonato prima del decollo all’addetto so che l’aeroporto è aperto e penso che, vista l’ora, siano andati a fare colazione! Avvicinandomi per un lungo finale mi accorgo che le raffiche sono abbastanza tese e con un angolo di 30/40 gradi rispetto l’asse pista, quindi senza flap e con un po’ di motore dentro arrivo sulla pista e con una spedalata decisa addrizzo il muso e sono a terra, e in quel momento mi ripeto il mantra letto e sentito centinai di volte: “L’atterraggio non è completato fino a che non si è fermi!”
ho visto piu’ traffico in mezzo alla Namibia che qui a ScaleaBè meno male che la pista è larga! Arrivo al parcheggio e dopo pochi minuti si presenta l’addetto e mi becco un bel cazziatone, perchè la frequenza di Scalea è cambiata ed io avrei dovuto consultare una pubblicazione ufficiale e non l’Avioportolano! La cosa divertente è che costui continua a dirmi che l’avere la frequenza sbagliata avrebbe potuto creare problemi in caso di traffico “heavy” in avvicinamento… Divertente perchè ho visto piu’ traffico in mezzo alla Namibia che qui a Scalea, ma forse si riferiva ai treni che in continuazione sfrecciano proprio accanto la testata pista 27?
Finito il rifornimento mi preparo per il decollo e decido di partire dalla pista 27 con il vento in coda, e subito dopo la rotazione inizio una salita a 1500fpm. Il tempo è stupendo ed il paesaggio magnifico; contatto Lamezia APP che mi chiede di rimanere in holding fuori dal CTR poichè ha ben due traffici in avvicinamento in Visual Approach. Uno dei due aerei conferma di avermi sul TCAS e dopo un paio di minuti ottengo l’autorizzazione all’attraversamento del fondamentale a 3000’ e, se voglio, di proseguire direttamente per Tropea. Accetto e mi accingo a tagliare l’ennesimo golfo della giornata! Lasciata Tropea provo a contattare Reggio Calabria, che probabilmente causa bassa quota non mi riceve. Continuo il volo dirigendomi verso Sparta, che non è in Grecia ma si trova sull’estremità orientale della Sicilia. Cosi facendo, invece di seguire la costa calabrese, mi faccio stregare da quella siciliana che sembra chiamarmi come una Sirena e di nuovo faccio un diretto sul mare! Sulla sinistra iniziano a vedersi le meravigliose isole Eolie, e mi riprometto che la prossima volta un volo sopra di esse ci deve scappare. mi faccio stregare da quella siciliana che sembra chiamarmi come una SirenaSuperando Capo Milazzo saluto anche Reggio Calabria APP che mi aveva finalmente ricevuto e per un bel pò me ne rimango in silenzio gustandomi il paesaggio ed ascoltando il suono del mio Rotax che imperterrito continua a fare il suo lavoro per portarmi verso Palermo… In lontananza scorgo il famoso “panettone” di Cefalù ed il GPS mi avvisa che in 25’ saremo al suo traverso.
Dai 4000’ che stavo tenendo scendo a 2500’ per evitare una formazione nuvolosa che si trova proprio poco sopra, e all’altezza di Cefalù contatto Palermo Radar che dopo avermi assegnato un codice trasponder mi chiede di richiamarli su Bagheria. All’orizzonte appare Capo Gallo e so che alla sua sinistra si stende la città di Palermo, ci siamo quasi! A Bagheria saluto Palermo Radar e con una certa apprensione contatto Boccadifalco; anche se ufficialmente a Boccadifalco non c’è più l’AFIS qualcuno risponde alla mia chiamata: è Maurizio, il capo meccanico dell’Aeroclub che dopo le consuete informazioni su vento e pista in uso mi avvisa di un elicottero dei Carabinieri che stà facendo circuiti addestrativi sull’aeroporto. Già prima di arrivare sulla città si vede chiaramente la macchia verde dove è situato l’aeroporto, e subito dopo essere entrato in sottovento il Fiamma 25 mi chiama e chiede conferma della mia posizione. Dopo questa comunicazione mi porto in finale e l’emozione si fa sempre più forte… Dopo 22 anni eccomi di nuovo in corto finale per la 17, e dopo 2h 20’ dal decollo da Scalea poso le ruote sull’asfalto di Palermo Boccadifalco!






