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ITINERARI/Il DPR 133/2010? Funziona!
Ritardi, modifiche, polemiche e lodi. Come i nostri lettori ricordano, il "VDS avanzato" non è nato sotto una buona stella. Tuttavia, alla fine, sembra fare quello che aveva promesso, almeno dal punto di vista della navigazione e... Per ora. Diario del primo volo oltre frontiera con un ULM avanzato.

Di chiacchiere attorno al DPR 133/2010 (il cosiddetto “VDS avanzato”) se ne sono fatte tante. Fiumi di inchiostro e milioni di bytes per dire tutto ed il contrario di tutto sulla riforma più amata ed odiata, auspicata e deprecata degli ultimi 25 anni di storia del VDS.
Personalmente, non è un segreto, sono sempre stato favorevole, ma allo stesso tempo avevo timore delle mosse che i nostri amati Enti di controllo avrebbero potuto mettere in atto per arginare la “valanga-ulm”.
Tant’è, la legge è diventata… Legge, l’AeCI pur non senza difficoltà ha iniziato il suo lento adeguamento alla normativa ed i primi attestati di pilota avanzato assieme a quelli dei velivoli sono stati recapitati nelle impazienti cassette della posta di molti piloti italiani; io ovviamente sono uno di questi.
Come un bimbo col giochino nuovo, faccio conto alla rovescia delle ore che mi separano dal mio primo piano di volo e dalla mia prima uscita dal Bel Paese, una volta tanto senza dover ricorrere a trucchetti e sotterfugi, degni più della banda bassotti che di uno spensierato pilota che organizza una gita fuori porta.
Il FIC di Milano pare che abbia già abbondantemente digerito gli ULM come facenti parte del proprio lavoro…Sarà forse stata la mia smania di volo, ma incredibilmente due giorni dopo aver ricevuto l’incartamento le previsioni meteo cambiano e, complici giornate da 500 km di visibilità con temperature al doppio della media stagionale, decido senza troppo pensare di affrontare le Alpi, direzione Germania.
L’emozione però a volte gioca brutti scherzi: compongo il numero dell’ARO di Linate e con voce fiera detto il mio piano di volo: “Buongiorno, I-78xx da Massalengo a EDTZ, ecc. ecc.”. Piano di volo inoltrato, saluti e baci… Passa mezz’ora e… Mi rendo conto di aver sbagliato le marche! Nella fretta ho dato quelle dell’aereo del mio amico Gianni, al posto delle mie! Che figuraccia… E ora? Vabè… Richiamo e, dandomi del cretino prima che lo facciano loro, chiedo venia e comunico l’errore; poco male, tutto si risolve.
Decollo e chiamo Milano Informazioni; apro il piano di volo e comunico tutta la solita solfa che amano sentirsi dire, dando come punto di riporto Lecco. Tutto perfetto. Il FIC di Milano pare che abbia già abbondantemente digerito gli ULM come facenti parte del proprio lavoro tanto da non chiedermi neppure di confermare se fossi o meno “avanzato”, cosa di rigore fino a qualche settimana prima.

Quasi FL110
La rotta prevede Lecco – Colico – Passo Spluga a FL110 – Chur – EDTZ.
In Svizzera ci rileva una gentilissima sciurètt che parla un perfetto “svizzinglese” molto scandito e molto lento, veramente a prova anche di chi a malapena prenderebbe il TEA Level 2.
L’aeroporto di Konstanz è davvero una chicca. Sei o settecento metri in erba, tenuto maniacalmente con hangar pieni di ULM (molti cadenàss in verità) e di aerei AG.
Fa orario alba – tramonto e la torre è sempre aperta senza pause pranzo. E’ possibile noleggiare le bici con cui arrivare in centro in 5-6 minuti e volendo si può anche rabboccare con la benzina avio.
La giornata scorre tranquilla e l’orario di ritorno si avvicina. Compiliamo il piano di volo online e decolliamo.
Solita tratta, solita sciurètt in frequenza e solite raccomandazioni di Milano Info sulle massime quote VFR e sull’intenso traffico (…4 aerei) in tutta la TMA.
Chiudo con due considerazioni:
- se noi piloti ULM non faremo stupidaggini per farci voler male, questa riforma pare davvero abbia portato quel quid che mancava alla nostra libertà di movimento
- se un pilota fa Vigarolo – Voghera, sarebbe meglio che evitasse di chiamare Milano Info, dato che per fortuna nessuno per ora ci ha messo l’obbligo, ed occupare la frequenza per dire che riporta Sissa mi pare veramente un’offesa all’intelligenza. Aggiungo (nella speranza che tu mi legga) che non si dice “passo” alla fine del messaggio…!
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