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Allievi: istruzioni per l’uso (parte I)
A uso e consumo di tutti coloro che hanno voglia di fare gli istruttori, una serie di articoli scritti da chi fa l'istruttore per davvero, senza tante storie e con molta professionalità.
Aerei ultramoderni con tanti di quei display da fare invidia ad un 787, vecchie glorie restaurate e tenute in condizioni di volo, addestratori che a furia di fare touch and go sanno fare il circuito da soli. Aerei tutti diversi ma in fondo tutti uguali. Il manuale di volo fornisce i dati, le caratteristiche, la descrizione degli impianti e le procedure. Per volare dobbiamo conoscere le limitazioni dell’aereo su cui voliamo, rispettarle e, alle volte, imparare a convivere anche con qualche piccolo difetto. Tutto questo è normale ed è la parte divertente del gioco.
Conoscere l’aereo è senza dubbio indispensabile per volare senza mettersi nei pasticci, ma non è sufficiente, l’elemento più critico per la sicurezza è rappresentato dalle limitazioni del pilota.
- Intendiamoci, il pilota perfetto non esiste. E’ impossibile eliminare del tutto gli errori. Come dice una famosa legge di Murphy sull’informatica: “Se il programma è stato concepito in modo tale che i dati incorretti siano rifiutati, ci sarà sempre un idiota abbastanza ingegnoso per trovare il metodo per farli passare.”
- Se applichiamo questo concetto al pilotaggio ci accorgiamo che è proprio così. Molte indagini hanno stabilito che diversi incidenti sono avvenuti dopo che il o i piloti avevano ingegnosamente bypassato una lunga serie di sistemi di sicurezza.
- La strada giusta per arginare questi comportamenti è quella di imparare a conoscere i propri limiti e a convivere con gli errori e i problemi, proprio come abbiamo imparato a gestire un aereo che nelle messe in moto a caldo tende ad ingolfarsi.
Il ruolo fondamentale dell’addestramento è proprio questo, insegnare agli allievi a gestire loro stessi nelle varie situazioni, a riconoscere gli errori e a rimediare nella maniera più idonea e sicura.
Un buon istruttore, oltre ad insegnare come si tira e si spinge il volantino, deve quindi analizzare i punti critici del carattere dell’allievo, cercare di correggerli e fare prendere consapevolezza degli aspetti del proprio carattere che spesso, nella vita di tutti i giorni, non rappresentano un problema.
In questi articoli analizzerò i vari aspetti caratteriali e comportamentali dei piloti sperando che possano essere utili per capire meglio alcuni atteggiamenti.
Piloti attivi e passivi
Questa suddivisione dei piloti, così netta e senza troppi fronzoli, anche se abbastanza datata, è secondo me ancora molto attuale e può fornire agli istruttori una serie di suggerimenti per dare delle belle trimmatine agli allievi.
Il pilota passivo è come un robottino telecomandato. Solitamente è bravo, studia, segue le procedure, se gli dimostrate una manovra la ripete senza problemi. Questi soggetti però, appena escono dalle procedure e dagli standard, non sanno più cosa fare.
Lasciate che l’allievo prenda le sue decisioni, anche se diverse da quelle che avreste preso voi.Esempio: Un pilota appena brevettato prende un PA28 per fare un voletto locale. In atterraggio tocca 3 metri prima della pista e danneggia in maniera lieve il carrello principale. Durante il corso questo pilota era sempre arrivato perfetto in pista senza bisogno di ridare motore, quel giorno era arrivato un po’ corto ma non ha usato il motore perché non era abituato ad usarlo in quella fase.
Durante il corso bisognerà fare sbagliare apposta questi allievi, fateli uscire dagli schermi perché è l’unico modo per insegnare loro ad essere autonomi e a correggersi. Inventatevi dei circuiti più larghi o più stretti per vedere come si comporta, create situazioni sempre diverse e non dategli continui suggerimenti su cosa deve fare. Lasciate che prenda le sue decisioni, anche se diverse da quelle che avreste preso voi.
I piloti attivi invece non amano molto seguire le procedure perché si sentono superiori e ci vogliono mettere sempre in tavola qualche loro idea. Li riconoscete subito perché non fanno mai i controlli una volta nella stessa sequenza, il circuito il più delle volte è improvvisato. La pianificazione e lo studio sono messi in secondo piano. Questi atteggiamenti che portano alla deviazione delle procedure, ad una certa superficialità nella preparazione del volo perché “tanto sono bravo e me la cavo” apre la porta ad una lunga serie di inconvenienti, che la bravura da sola potrebbe non essere sufficiente a risolvere.
In questo caso lasciate fare, non ci metterà molto a fare degli errori e a mettersi nei pasticci. A quel punto potrete intervenire e fare notare che il suo comportamento porta inevitabilmente verso dei guai e che, seguendo le procedure e pianificando meglio i voli, il risultato cambia.






