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Un crew-chief per un pilota della domenica

Ossia come darsi arie da Top Gun, per una volta nella vita, ospiti dell'Associazione Arma Aeronautica.

Ossia come darsi arie da Top Gun, per una volta nella vita,  ospiti dell’Associazione Arma Aeronautica. Perché chi fra noi, amanti del volo, non ha mai sognato di poter un giorno trovarsi ai comandi di un caccia e, dopo aver sfrecciato velocissimi nel cielo azzurro, atterrare sulla pista di un aeroporto militare, una lunga striscia d’asfalto pronta ad accoglierci? Bene, se togliete dal sogno il caccia, la velocità supersonica ed il cielo azzurro, cosa rimane? La pista di un aeroporto militare!

Ed è proprio sull’asfalto di una pista militare che domenica 12 giugno io e decine di altri fortunati abbiamo avuto l’onore di posare le nostre civilissime ruote gommate!

L’occasione di tale avvenimento s’è materializzata in occasione del terzo raduno dell’Associazione Arma Aeronautica, e più precisamente il raduno del suo Dipartimento Volo (www.assoaeronautica.it/dipartimento_volo.html),  gestito dal gen. Bruno Servadei e che si occupa dell’attività di volo. riferita in particolare agli ultraleggeri.

Una sede importante – Dopo che negli anni passati il raduno si era svolto a Guidonia e Viterbo, aeroporti militari sì, ma sinceramente un po’ di secondo piano, quest’anno gli sforzi del Gen. Servadei, e di tutti i responsabili del Dipartimento, hanno fatto si che il raduno venisse ospitato presso l’aeroporto di Treviso-Istrana, sede del 51° Stormo dell’Aeronautica Militare “Ferruccio Serafini”. Lo stormo è composto da due gruppi di volo, il 103 Gruppo Caccia Bombardieri “Davide Velut” e dal 132 Gruppo Caccia Bombardieri Ricognitori “I soliti quattro gatti”, entrambi dotati del caccia italo-brasiliano AMX.

Ed ecco perché domenica mattina intorno alle 09.00 mi sono ritrovato in finale per pista 08, anzi per essere precisi io e gli altri ci siamo allineati in finale ed abbiamo messo le ruote sulla taxiway, usando la pista principale solo per i decolli avvenuti nel primo pomeriggio.

Pista principale o taxiway che sia, devo dire che l’emozione di atterrare su un aeroporto militare c’è stata, specialmente quando rullando verso la zona di parcheggio si è passati accanto agli shelter verdi dove normalmente vengono ricoverati gli aerei militari. Anche il rullaggio verso il parcheggio è stato degno di nota, praticamente ogni 100 metri c’era un marshaller che ci dava le indicazioni giuste e chissà, forse gli alti gradi dell’Arma Azzurra avevano paura che questi poveri piloti della domenica si sarebbero infilati per sbaglio dentro a qualche shelter?

Top Gun per un giorno – Una volta parcheggiato il mio fido destriero sono stato avvicinato, io come tutti gli altri, da due Rambo nostrani che, ad essere sinceri in maniera molto cortese, mi hanno chiesto la copia della liberatoria che avevo dovuto mandare via fax giorni addietro. Che volete, la burocrazia italica è sempre presente nei nostri cuori! Nel frattempo gli atterraggi sono continuati senza tregua, ma con ordine: i fortunati partecipanti in volo erano stati divisi per slot, con cancelli d’ingresso da rispettare scrupolosamente per la sicurezza di tutti – o almeno così avrebbe dovuto essere, anche se mi dovete spiegare dov’è la sicurezza nel far arrivare decine di aerei allo stesso orario, o finestra d’arrivo, alla stessa quota e sullo stesso punto! Io avrei invitato uno dei responsabili di tale decisione ad Ozzano…

Comunque, tranne un velivolo che riattacca, tutti gli altri atterrano senza nessun problema, e ci ritroviamo tutti parcheggiati in ordine con un servizio di “Force Protection” che Obama si sogna!

La giornata scorre abbastanza velocemente, sotto un sole cocente, anche con l’arrivo di auto e moto d’epoca, e dopo un discreto pranzo e i discorsi di rito dei vari capoccioni, vista anche la meteo che era prevista in peggioramento per il tardo pomeriggio, ci dirigiamo tutti ordinatamente, più o meno, ai nostri velivoli. Qui un’altra sorpresa: il capitano pilota che, poco prima ,ci aveva deliziato con alcuni bassi passaggi sul suo AMX ci comunica che sarà tassativamente vietato mettere in moto senza aver ricevuto l’ok dai crew-chief presenti sul piazzale! E che le messe in moto ed i successivi rullaggi dovranno essere effetuati seguendo un ordine ben preciso… Ragazzi, che volete che vi dica, essere seduto a bordo del proprio aereo ed avere un crew-chief a disposizione che con i gesti convenzionali ti autorizza a:

1 – mettere in moto
2 – iniziare a rullare
3 – girare verso la pista
4 – entrare in pista
5 – decollare

fa sentire tanto Tom Cruise in Top Gun!

Battute a parte io e gli altri ci ritroviamo in testata pista 26, e questa volta è la pista vera, e dopo una breve corsa di decollo, che ho cercato di rendere più lunga possibile, eccoci di nuovo in volo nel cielo che non è proprio azzurro come quello del sogno, ma è sempre bellissimo!

Un ringraziamento sincero a chi si è prodigato per permetterci di passare una giornata diversa dalle solite, e vi ricordo che tutti gli appassionati possono diventare soci dell’A.A.A.


articolo di Aldo Bezzicheri

Nasce in Italia ma ben presto diventa Cittadino del Mondo. Durante le sue 3 vite (Aeronautica Militare, Comandante di Yacht di lusso a vela e da poco titolare con la moglie di un ristorantino italiano a Cape Town: "Il Cappero") non si e' mai dimenticato del suo amore per il Volo inteso come libertà di movimento e possibilità di raggiungere posti affascinanti con il proprio mezzo. Dopo una lontananza dalle cloche e dai motori con incorporato ventilatore, da circa 5 anni ha ripreso a volare, ed essendo in possesso di PPL sudaficano sta disperatamente cercando di riconnettere le poche cellule cerebrali ancora in uso per prendere il CPL-IR e, quando riesce ad allontanarsi dal "Cappero", insieme a quella santa donna della moglie scorrazza in lungo ed in largo sotto il cielo africano.

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