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La Comina. L’airshow che non ti aspetti!

Si crea un precedente importante in Italia: un airshow di proporzioni "americane", per i 100 anni della Comina. Da oggi, qualsiasi organizzazione ha un nuovo punto di riferimento (quasi in tutto!).

100 anni! Sono passati 100 anni da quando nella brughiera pordenonese venne creato il primo campo d’aviazione e la prima scuola di volo in Italia, situati proprio nella zona ora occupata dall’aviosuperficie La Comina. Circa un anno dopo sullo stesso sedime iniziò ad operare la Scuola Militare d’Aviazione, dove fece tappa anche Gabriele D’Annunzio. Tutto questo e’ stato il motore trainante per l’organizzazione della due giorni di festa, airshow e raduno di aerei d’epoca.

E’ stato uno dei pochi airshow italiani dove si sono potuti ammirare, oltre ad aerei militari moderni come il C27 J Spartan e l’AMX, anche cimeli del passato, come uno Spitfire, il Fiat G59 di Pino Valenti, il DC3 Dakota con le insegne della marina militare francese, un meraviglioso B25 Mitchell e soprattutto la “zia JU”, il mitico Junkers 52!
Ho avuto la fortuna di essere presente già da venerdi, godendomi l’arrivo degli aerei e soprattutto ho avuto la possibilità di avvicinarmi a quest’ultimi, cosa che nei due giorni ufficiali del raduno è stato impossibile per motivi di “sicurezza”… La colpa non è stata degli organizzatori ma della Prefettura che ha imposto alcune regole che stonano con lo spirito di questi incontri!La Prefettura ha imposto alcune regole che stonano con lo spirito di questi incontri

Finalmente un airshow – Specialmente il sabato è stato veramente unico, mentre la domenica ho notato dei momenti di “buco” tra un display e l’altro, momenti che l’organizzazione avrebbe potuto sfruttare per far partire quegli appassionati che per svariate ragioni non erano proprio felici all’idea di rimanere bloccati a terra fino alle 18. Visto che sono in vena di critiche, tralasciando la qualità dei panini (non si muore di fame se si mangia un panino che fa veramente tristezza), la cosa che mi è dispiaciuta maggiormente è stato vedere gli aerei divisi al parcheggio: uno sulla testata nord per quelli di Aviazione Generale, ed uno a sud per quelli VDS! Perchè questa segregazione? Sicuramente non per problemi di spazio!
Abbastanza efficiente anche il servizio di rifornimento, anche se c’era solo AVGAS, e un ringraziamento particolare alle decine di volontari che si sono dati da fare come forsennati!

Tornando allo show, dopo l’apertura delle danze da parte dell’HH3F del SAR dell’Aeronautica Militare, lo spettacolo è entrato subito nel vivo grazie al fantastico display del C27 J Spartan del Reparto Sperimentale di Pratica di Mare; vedere un velivolo cosi’ grosso danzare nel cielo con una leggiadria degna di una Carla Fracci ha lasciato centinaia di persone a bocca aperta! Io ho apprezzato particolarmente una manovra, la “roll under”, che consiste in una virata a coltello verso destra, seguita da un mezzo tonneaux che mette il velivolo nella condizione di finire la sua virata a coltello, ma verso sinistra… Ottima manovra, utile se ci accorgiamo di stare entrando in sottovento verso la pista sbagliata!

Subito dopo l’AMX sempre della Sperimentale ci ha fatto sentire un po’ di quel famoso “Jet Noise”: come diceva un detto ai tempi del F104 Starfighter, “The noise of jet is the sound of Freedom”!

La sorpresa del sabato è stata l’apparizione della PAN, ridotta a 9 poiché  di ritorno dalle prove dello show che avrebbe svolto il giorno successivo a Bardolino, ed in questi casi il solista ha sempre poco carburante a bordo, rendendo per lui non era possibile un supplemento di show. Anche se in nove, lo spettacolo è stato come sempre sublime, e il vedere la nostra bandiera lunga qualche chilometro è sempre emozionante!

L’airshow è proseguito per tutta la giornata tra aerei acrobatici e warbirds, e mentre il pilota settantenne dello Spitfire ha effettuato un diplay “morbido”, Pino Valenti con il G59 ha spremuto il meglio dalla sua creatura! Degno di nota sicuramente lo show del SF 260 proveniente dal Belgio e l’aliante acrobatico Blanik, quest’ultimo con un paio di looping un pochino bassi, a detta di molti spettatori!

Ad un certo punto la “quiete” della Comina è stata disturbata dal fortissimo rumore del motore del Grumman TBM Avenger, seguito subito dopo dal Beech 18 S.

Anche le pattuglie acrobatiche hanno avuto il loro momento di gloria, divententi i Pioneer 300 dei Flying Donkey, precisissimi e come al solito eleganti i Blue Voltige con i loro Fournier, degni di nota i Captens, marito e moglie francesi che probabilmente a bordo dei loro CAP 10B sfogano i problemi di coppia, ed ovviamente sempre spettacolari i padroni di casa del Pioneer Team, con l’unico neo il fatto di essersi esibiti a fine manifestazione quando molta gente se n’era già andata.

Per finire, un plauso particolare a tre “individui” che ci hanno fatto assaporare il fascino del volo acrobatico portato all’estremo: Ali Ozturk con un Pitts S2S, che secondo me non vola mai livellato, neanche nei trasferimenti, Peggy Krainz che si fida ciecamente del compagno pilota dello Stearman PT17, tanto da andarsene in giro sulle ali durante looping, tonneaux e fiesler e per finire il nostro mitico Francesco Fornabaio, che con il suo Extra 300 giallo e nero ci ha mostrato come si possono sconfiggere tutte le leggi della fisica!

Assenti notabili – Due righe sugli aerei che erano stati dati come sicuri e di cui invece si è sentita la mancanza.
Il FW 190 due settimane prima della manifestazione è ammarato in Francia, il P51 Mustang partito regolarmente dalla Francia insieme al B25 e al DC 3 è stato danneggiato in Svizzera da un C172 mentre era fermo per rifornimento, riportando gravi danni al timone di coda, il Polikarpov I 16 durante la tappa di trasferimento a Pordenone ha danneggiato il carrello durante un atterraggio per rifornimento; un SIAI S211 ed il L29 Viper sono stati dirottati ad altro airshow straniero perchè un ente italiano aveva “fortemente sconsigliato” la presenza di tali aerei; il Galeb G2 jet non è riuscito ad avere una copertura assicurativa per arrivare in Italia, il T28 Fennec ha avuto problemi all’elica, il pilota dello YAK 9 ha detto agli organizzatori che non se la sentiva di atterrare su una pista cosi corta mentre il team WE FLY ha preferito andare ad esibirsi a Bardolino.

Quindi una splendida due giorni di esibizioni aeree, come raramente si vede in Italia, con qualche pecca organizzativa che sicuramente verrà corretta nel caso i responsabili volessero far diventare l’evento una manifestazione annuale.

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articolo di Aldo Bezzicheri

Nasce in Italia ma ben presto diventa Cittadino del Mondo. Durante le sue 3 vite (Aeronautica Militare, Comandante di Yacht di lusso a vela e da poco titolare con la moglie di un ristorantino italiano a Cape Town: "Il Cappero") non si e' mai dimenticato del suo amore per il Volo inteso come libertà di movimento e possibilità di raggiungere posti affascinanti con il proprio mezzo. Dopo una lontananza dalle cloche e dai motori con incorporato ventilatore, da circa 5 anni ha ripreso a volare, ed essendo in possesso di PPL sudaficano sta disperatamente cercando di riconnettere le poche cellule cerebrali ancora in uso per prendere il CPL-IR e, quando riesce ad allontanarsi dal "Cappero", insieme a quella santa donna della moglie scorrazza in lungo ed in largo sotto il cielo africano.

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