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Carte Avioportolano 2010
Quest'anno il grande classico del volo da diporto si rinnova completamente e riesce a rimanere tale. Scopriamo assieme cosa c'è di nuovo in queste "Aerotouring VFR Flight Charts 2010"

Fra le tante abitudini del mondo del volo da diporto (o sportivo) italiano, rientra da sempre quella del tradizionale aggiornamento annuale dell’Avioportolano, termine con il quale, con impunita imprecisione, il pilota italico designa una serie di cose che vanno dall’Avioportolano vero e proprio (cioè il mitico librone con tutte le informazioni sui campi volo, da non confondersi con il Mascottlang), alle carte VFR assolutamente istituzionali e imprescindibili sempre a firma Guido Medici, sino alle versioni digitali (e chissà cos’altro in futuro).
Diciamo anzi che “avioportolano” è diventato ormai sinonimo di guida al VFR italiano, come “iPod” lo è diventato per “lettore MP3″ (oggi sentiamo di doverci sbilanciare).
Insomma, questa introduzione ci sembrava doverosa per far capire che stiamo parlando di una vera e propria istituzione nel mondo del volo. Che quest’anno, nonostante questo ingombrante ruolo, non ha avuto, coraggiosamente, nessuna paura di cambiare profondamente.
Carte 2.0 – Quale miglior modo per far capire il “salto” operato da queste carte, se non assegnar loro un netto, secco salto di versione? Per noi, queste sono carte versione “due punto zero”, e basta. Una “major release” che mantiene tutto quanto di buono c’era nelle vecchie, aggiungendo e ritoccando in maniera molto profonda per offrire un prodotto veramente nuovo. Sono carte, direte voi. Più di tanto non potranno cambiare, visto che l’Italia è sempre quella e al massimo s’aggiunge qualche “pallino” nuovo ad indicare campi nuovi, e se ne tolgono per quelli spariti. Beh, mica vero!
Intanto, quello che salta immediatamente all’occhio appena riceviamo le nostre carte, è il nuovo stile e la nuova “confezione”. Dimenticatevi il graphic design alle volte incerto, ora sostituito da una forte immagine coordinata che contrappone il logo con gli italici colori a un sobrio nero e verde (in questa versione; mentre per quella esclusivamente italiana, dai medesimi contenuti, la grafica è bianca). Fa già tutt’altro effetto. E poi dimenticate soprattutto il “folderino” nel quale si infilava, spesso faticosamente, la carta mal ripiegata dopo l’uso. Ora le carte (che sono come sempre due, una per il Nord-Centro e l’altra per Sud-Isole maggiori) arrivano chiuse da due “copertine” di cartoncino rigido che sono un tutt’uno con le carte stesse, facendo sia da copertina che da pratico sistema per (non chiedetemi come, ma funziona) ripiegare meglio e quasi senza errore le carte stesse. In realtà le due copertine rigide, nell’uso a bordo, portano qualche minima complicazione che poi vedremo più avanti, ma nel 95% dei casi sono comode e pratiche.
Ma il bello, naturalmente, arriva aprendo le carte. La precedente base cartografica, di origine automobilistica, è completamente sparita. Ricordate com’erano “bianche”, con scarsa rilevanza orografica, cosa che rendeva spesso importante affiancare una Jeppesen che avere un quadro più completo? Ora il tutto è basato su una leggibilissima base vettoriale completamente nuova, con una chiara visione altimetrica. Questa era la cosa, non secondaria, che mancava nelle edizioni precedenti. In questo, confrontandole a scrivania, le Avioportolano ci appaiono migliori delle VFR+GPS Jeppesen.
Sempre rimanendo sullo sfondo delle carte, notiamo una buona leggibilità di tutti i landmark principali, delle informazioni geografiche e della topografia in generale, anche se alcune cose potrebbero essere scritte in modo più evidente. Nonostante l’evidente affollamento causato, e non si può fare nulla, dalla presenza del dettaglio altimetrico, risultano sempre ben leggibili e visibili le strade principali, le ferrovie e ovviamente le città.
Caos controllato – Ed eccoci appunto a parlare sia di affollamento che dello “strato” di informazioni immediatamente superiore, ossia quello prettamente aeronautico. Al di sopra di tutto quanto visto finora, naturalmente, vengono posizionate le informazioni aeronautiche che ci interessano. In questo caso, da buona versione 2.0, si è mantenuto tutto il bello delle precedenti versioni ma con importanti e intelligenti miglioramenti. Partiamo dalla bestia nera del volo VFR in Italia: gli spazi aerei controllati. Rispetto alle versioni precedenti, il salto qui è tanto semplice quanto efficace: una evidente colorazione rossa permette di distinguere immediatamente uno spazio “ground”, ossia che inizia dal suolo, da uno che invece abbia un “floor” più alto. A differenza delle Jeppesen, che comunque mantengono un’altrettanto alta leggibilità, gli spazi aerei GND non sono colorati completamente ma solo evidenziati dal contorno. Questo rende la carta meno “appesantita” graficamente. Solo le ATZ hanno un riempimento traslucido grigio. Stesso sistema, ossia contorno rosso per “ground” e blu per spazi che non partono da terra, riguarda la rappresentazione di zone P, R, e D – che rimangono, come nelle versioni precedenti, segnalate con evidenza (forse pure troppa) da caratteri di grandi dimensioni.
La simbologia ha visto un ampliamento anche rispetto ad aeroporti, aviosuperifici e campi di volo. Considerando l’ovvia e costante sinergia fra l’edizione di queste carte e la raccolta dati per i volumi Avioportolano, abbiamo una situazione dei campi aggiornata al gennaio 2010. Tant’è vero che vedo correttamente segnata come “pista dimessa” un’aviosuperficie che so aver chiuso i battenti ufficialmente, per ENAC, il 1° gennaio di quest’anno.
L’alta qualità dei dati è quindi resa con la nuova simbologia relativa appunto alle piste, con una legenda che ci permette con un colpo d’occhio di conoscere tipologia della pista (campo volo, aviosuperficie, aeroporto), codice Avioportolano (uno dei tanti esistenti, ma ormai adottato anche da Garmin oltre che da AVMap), lunghezza pista, orientamento (QFU), frequenza, servizi sul campo, stato dell’aggiornamento dei dati. Proprio quest’ultima voce, che è resa con la colorazione nera o rossa, ci piace particolarmente perché ci permette di distinguere fra le piste più “istituzionali”, normalmente censite, e quelle private, rilevate ma non segnalate o comunque i cui dati non siano verificati al 100%. Completano, a riempire gli spazi vuoti e il mare che altri editori fanno pagare (Jeppesen!), comodi specchietti per piloti smemorati, con schemi di classificazione spazi aerei e relative caratteristiche.
Come potete capire, e come sapete già se siete utenti Avioportolano da tempo, la quantità di dati è alta e riuscire ad avere una rappresentazione leggibile del tutto non è semplice. Tuttavia, grazie alla razionalizzazione della visualizzazione spazi aerei, alla colorazione semplice e alla simbologia chiara e generalmente poco ingombrante (zone P, R e D a parte), riusciamo incredibilmente a trovare “leggibili” anche aree ben affollate (come ad esempio la zona di Milano). Anche in zone di alta “densità AIP” è facile leggere subito le quote relative ai CTR, le frequenze degli enti interessati e le informazioni relative ai radioaiuti. In tal senso, nel corso del tempo, le carte Avioportolano sono diventate – e questa versione ne è la prova finale – un prodotto che non si può “limitare” all’utenza VDS, ma che (visto anche il “melting” delle due specialità) dovrebbe essere presente nella borsa del pilota AG che va in giro per divertimento. Anche se, come vedremo, un piccolo difetto in tal senso esiste…

Piegarle in maniera "non convenzionale" diventa più difficile per via delle cover di cartoncino, che però rendono più comodo tutto il resto
Sotto torchio – E il difetto a cui accenniamo è presente da sempre e non è ancora stato corretto. O meglio, evidentemente non è percepito come tale dagli editori. I punti di riporto VFR (VRP), anche se inseriti nelle rotte VFR ove presenti, sono segnati e ben evidenziati con il classico triangolo blu, ma non riportano il nome del punto. Senza dubbio, all’atto pratico, potrebbe essere un problema secondario per chi naviga con il GPS (anche se su molti database i nomi dei VRP sono orrendamente troncati e… Vanno letti sulla carta!), ma ad esempio, il pilota AG che entri in spazi controllati con rotte compulsory, deve conoscere il nome dei punti oppure… Arrangiarsi in altro modo. Sicuramente c’è una scelta dietro a ciò, ma non ci è chiara. Questo tuttavia è l’unico difetto che mi sento di imputare al layer “dati aeronautici” delle carte.
All’inizio di questa recensione parlavo delle due cover di cartoncino che facilitano la chiusura delle carte. Purtroppo però rendono più difficoltoso piegare le stesse in maniere “non previste”. Mi spiego: solitamente in volo si piegano le carte in modo da avere a dispozione, a carta chiusa o semipiegata, l’area nella quale si naviga. Con le edizioni precedenti era molto semplice (ovviamente a scapito della piegatura originaria). Con queste, per la presenza delle altrimenti comode cover, diventa più difficile e richiede di forzare un po’ troppo le povere charts. Le quali, da quest’anno, hanno un tipo di carta lievemente patinata che appare più delicata e che tende a stropicciarsi di più. Le edizioni precedenti, pur con (a occhio) la stessa grammatura, sembravano di qualità inferiore e quindi più resistenti ai maltrattamenti in cockpit. E per concludere questa breve (e per certi versi soggettiva) galleria dei difetti, segnaliamo una non perfetta stampa (problemi di offset sui colori, con effetti “sfocatura”) in alcune piccole aree delle carte. Relativamente fastidioso (non inficia la lettura), non imputabile ovviamente al progetto, e probabilmente relativo solo ad alcune serie – ma è comunque un difetto da segnalare.
Una scelta non troppo difficile – Su VFRMagazine abbiamo già recensito un’altra istituzione, ossia Jeppesen VFR+GPS 2010, prodotto dalla vocazione diversa anche se sempre di carte si parla. Verrebbe da dire che occorra averle entrambe a bordo, ma probabilmente non è così. Se siete piloti AG “da aeroporto”, ossia non atterrate da nessuna parte sotto gli 800 metri possibilmente in asfalto, allora queste Aerotouring charts potrebbero non esservi così utili: rimanete sulle Jeppesen, e non vi perderete di sicuro. Se invece appartenete al resto del mondo volatorio, ossia vi divertite a fare aeroturismo andando per le nostre meravigliose aviosuperfici, indipendentemente dalle marche che avete sull’aeroplano, le Avioportolano diventano quasi scelta obbligata in pianificazione e in volo.
Le novità introdotte quest’anno, poi, sono notevoli e meritano di essere guardate con attenzione anche da chi non ha mai adottato queste carte.
Da segnalare inoltre la collaborazione con la Regione Umbria per il progetto “Avioturismo in Italia”, che ha dato vita, per cominciare, alla bellissima carta aeronautica regionale – che ripiegata occupa lo spazio di una carta di credito!
Sito Ufficiale: Avioportolano.it
Per altre informazioni tecniche sulla banca dati e le pubblicazioni: http://it.wikipedia.org/wiki/Avioportolano












