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Trike Globetrotter/
E’ solo l’inizio!

Una coppia si lancia nell'impresa di una vita, che è anche un'avventura in deltamotore mai vista prima: 100.000 nm, dalla Florida a Sidney. Seguiamoli insieme.

Andreas e Doreen Zmuda sono una coppia tedesca. Vivono a Berlino, in un appartamento ricavato in una ex prigione. Lui cinquantenne, lei nei suoi trent’anni. Entrambi con una passione per l’avventura, e con qualche importante esperienza alle spalle. Andreas, ad esempio, ha vissuto per molti anni in Sud America, passando dal vivere isolato da qualsiasi contatto con la civiltà occidentale (ospite di tribù native) al fare la guida turistica e l’organizzatore di avventurosi tour in quelle terre. Doreen, un talento del pattinaggio su ghiaccio, una manager di successo e una grande appassionata di escursionismo, sport e viaggi. E tutti e due dotati di ali. Ecco come nasce il loro incredibile progetto, che li sta portando ad attraversare il mondo con un pendolare.

Dialoghi pericolosi

“Doreen? Cosa ne dici se per le prossime vacanze affittiamo un motorhome e un piccolo deltaplano e ci facciamo un viaggio negli States?
“Ottima idea! Ma, visto che sono stata in Centro America per alcuni anni, direi di proseguire il viaggio fin la? Non c’é nessun problema col mio lavoro. Ma… Andreas? Cosa ne diresti, invece, di prenderci un anno di aspettativa proseguendo il viaggio per tutto il Sud America? E’ il massimo che mi posso permettere.”

“Per me l’idea era fantastica. Ma Doreen insisteva con gli elefanti; voleva a tutti i costi vedere l’Africa e gli elefanti in volo, e un giorno gli risposi scherzando che saremmo arrivati sino in Africa e che oltre ad aggiungere ancora un anno al viaggio inizialmente previsto, ne avrei aggiunto ancora uno per arrivare sino a Sidney, in Australia.
Ma io scherzavo.
Lei no.”

Il giorno successivo Doreen ha dato le dimissioni e tutto è cominciato per davvero…

Falsa partenza

Dopo aver scartato l’idea di utilizzare un Magni M22, perchè negli States e in molti altri paesi l’autogiro è equiparato ad un elicottero ed i relativi costi per conseguire il brevetto avrebbero inciso non poco al budget dei coniugi Zmuda, la scelta, è andata verso un deltaplano: “Abbiamo voluto il meglio per il nostro viaggio. Evolution (Revo), Air Creation, P & M Aviation, Airborne, DTA e molti altri; abbiamo analizzato tutti i modelli in dettaglio e alla fine abbiamo deciso di prendere quello che sembrava essere la macchina più robusta disponibile e, sopratutto, per l’esclusiva visibilità in avanti data dalla mancanza del tubo antistallo – il DTA Voyageur II.

Siamo stati in sede DTA a Montellimar, in Francia, dove abbiamo trovato una ditta seria con persone molto gentili e disponibili, ma al ricevimento della merce negli States abbiamo trovato alcune incongruenze. L’elica non era quella scelta e l’anemometro era in kph e non in kts;  purtroppo un altro problema si è verificato poche settimane dopo l’inizio del viaggio, quando nei pressi di Kentland, vicino a Chicago, causa forte vento, siamo atterrati pesantemente e abbiamo danneggiato il carrello in maniera tale da doverlo sostituire. Contattata la DTA abbiamo scoperto di non aver nessun telaio disponibile, con tempi di attesa di almeno 8 settimane perché, sia loro sia la ditta assemblatrice dei telai, sarebbero andati in ferie. Dopo uno stop forzato di due mesi, il telaio finalmente arriva, ma senza tutti i documenti necessari alla nuova immatricolazione. Ancora qualche giorno di attesa e finalmente si riparte (a questo proposito, si vedano le note della DTA a fine articolo, dopo la galleria fotografica – NdR)

Down south

Ora tutto è ok.
Il Messico è alle spalle e sono già prossimi al centroamerica. Cosa abbia spinto Dorinne e Andreas a mollare tutto, lavoro, famiglia e amici, nessuno lo sa. Tanto meno come abbiano affrontato la decisione di lanciarsi in un’avventura in volo di tre anni, partendo dalla Florida sino all’Australia per un totale di 100.000 miglia, attraversando 74 paesi a bordo di un deltaplano a motore in biposto e senza nessuna assistenza da terra.

Un’impresa mai realizzata e mai concepita proprio per la sua intrinseca follia. Sta di fatto che ora, nonostante numerosi problemi iniziali, sono in Messico e si stanno avvicinando al Centro America (sul loro sito potete seguire il logbook e vedere la traccia Spot, quando disponibile) per discendere il Sud America dalla costa ovest fino ad Ushuaia, a Capo Horn, nella Terra del fuoco.

Da lì, la risalita sino in Canada dove attraverseranno l’artico, per giungere a Capo Nord in Europa attraversando sulla North Atlantic Route. La meta successiva sarà Cape South in Sudafrica, per poi risalire sino alla Grecia e attraversare quindi il Medio Oriente, il subcontinente indiano, il sud est asiatico e arrivare sino a Sidney, in Australia.

Il loro sito, con blog e logbook
www.trike-globetrotter.com

Per seguirli su Facebook
Trike.Globetrotter

Foto © Trike Globetrotter – pubblicate su concessione

Precisazioni da Jean Michel Dizier, patro di DTA s.a.r.l.

Riceviamo e pubblichiamo.

• L’elica richiesta era una DUC F300 Windspoon con blindatura Inconel proposta da DUC all’epoca. In seguito, essendo stati riscontrati problemi di affidabilità DUC ha cessato di produrle con questa blindatura, ritirando anche tutte quelle già vendute.
Per inciso, anche su un ns. J-RO 914 si è verificato il distacco di una blindatura Inconel, e si può bene immaginare quali danni avrebbe potuto provocare all’ala di un delta in volo.(!)
Risulta evidente come non fosse più possibile consegnare l’elica con blindatura Inconel ordinata dal sig. Andreas, quindi la macchina è stata consegnata con un’elica DUC F300 Windspoon con blindatura in carbonio ed il maggior costo della blindatura Inconel stornato dalla fattura finale.

• DTA invia e richiede sempre delle conferme d’ordine.
Quando si tratta degli USA poi vengono anche dettagliate le unità di misura degli strumenti: PSI o Bar; Gradi Farenheit o Celsius, KPH o Kts. Forse il sig. Andreas non si è preso il tempo di rileggere correttamente la sua conferma d’ordine e di segnalarci l’errore poiché l’ASI era indicato in KPH, cosa che a noi inoltre appariva logica essendo il sig. Andreas tedesco.

• Il sig. Andreas ha “atterrato” pesantemente; molto pesantemente per piegare la cellula del Voyageur. In effetti, può ringraziare la solidità della macchina. Per contro, è vero che abbiamo avuto un grosso problema con l’azienda che da parecchi anni fabbrica le cellule dei Voyageurs e che per una volta non ha rispettato i termini di consegna.
E’ stato veramente sfortunato. Noi ci siamo veramente fatti in quattro per poter inviare una cellula nuova, soprattutto essendoci di mezzo il mese di agosto; tutte le aziende in Francia chiudono il mese d’agosto, tranne DTA. Per contro, nessun documento particolare ci è mai stato richiesto insieme alla cellula, e non sappiamo assolutamente di quali documenti stia parlando.

Abbiamo sempre avuto cura delle eccellenti relazioni di amicizia con tutti i nostri piloti viaggiatori (e viaggiatrici) agguerriti, e questo da oltre 20 anni; ma pazienza, c’est la vie!

Jean Michel Dizier
Patron DTA s.a.r.l.


articolo di Michele Marzoli

Franciacortino D.O.C. dal 1977 (ottima annata) appassionato d'aerei sin dalla tenera età, corona il suo sogno di diventare pilota nel 2006, quando consegue il brevetto VDS su di un tre assi. Maledice ancora adesso il giorno in cui sale per la prima volta su di un deltaplano trasformando la sua passione in assoluta "malattia del volo".

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