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Avioportolano 2010-2011: il Sistema Italia (in volo)

Che “Avioportolano” fosse a un importante passo d’ampliamento, ci è sembrato molto chiaro sia dalle notizie arrivate dallo stand di Friedrichshafen, sia dalle press release che hanno anticipato le edizioni 2010 (e 2011) di carte e guide, e naturalmente dal toccare con mano i forti cambiamenti e gli importanti progetti che l’editore veneto ha messo in atto.

Avioportolano è un marchio che, oltre a non richiedere presentazioni, ha mantenuto in questi anni una precisa forma asservita a un’altrettanto precisa funzione: dare informazioni aeronautiche dettagliate e aggiornate per chi vola in Italia. Questo nella sua “classicità” (e perfezione, in questo senso) e lasciando il campo libero a qualsiasi altra sperimentazione o bisogno specifico (si vedano Mascottlang, Atlas VFR, prodotti software, ecc.).
Con l’edizione 2010-2011 arrivano cose veramente interessanti per il panorama editoriale aeronautico. Come abbiamo già detto recensendo altri prodotti, e riferendoci in effetti a una formula “padrona” e mai mutata, non è certo un ambito denso di novità, ma quest’anno ne abbiamo viste un po’ e Avioportolano dice la sua.

Avioportolano Italia ed "estero" al completo

Bell’Italia, ja! – Per cominciare, non è più un progetto soltanto rivolto ai piloti italiani. Ferme restando le collaborazioni e i patrocinii a livello istituzionale, Avioportolano è ora un vero e proprio sistema di informazione aeronautica e di diffusione e supporto del concetto, sviluppato da Guido Medici, di “avioturismo”. Lo scopo è creare una rete per italiani e stranieri, e di questa rete dare informazioni, supporto e favorirne lo sviluppo. Un progetto ambizioso al quale l’editore si dedica da tempo e con risultati (e con l’interesse del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, AeCI, ENIT e naturalmente Ministero del Turismo).
I prodotti primari di tutto ciò sono naturalmente le pubblicazioni cartacee, i “libroni” che appesantiscono da sempre la flight bag di qualsiasi pilota sportivo, ma sempre più affiancate da prodotti “collaterali” e multimediali.
Senza soffermarci per questa volta su versioni per palmari, futuribili versioni iPad/iPhone, collaborazioni varie, il sito web (che con la registrazione gratuita mette a disposizione i dati a chiunque) e i file per GPS, andiamo a vedere cosa succede, appunto, ai “libroni”.

Intanto, sulla nostra scrivania ci sono quest’anno ben tre volumi e un poster. Quest’ultimo è l’ormai classico stivale italiano con una leggibilissima declinazione aeronautica (spazi aerei principali, campi, aviosuperfici e aeroporti, e naturalmente gli “scali avioturistici” di cui diremo di più in seguito).
Ma è nelle guide che risiedono le novità, naturalmente.

Parlavamo di un progetto non più (solo) italiano: ed ecco apparire la guida Aerotouring in versione inglese. Un volume molto elegante, nella stessa livrea nera e verde della carte da noi già recensite, ma che è ancora più elegante negli “interni”.
Si tratta infatti di un prodotto che riunisce in buona sostanza (e adattato alle necessità del turismo estero) i contenuti dei due volumi italiani (che vedremo dopo).
La guida è una miniera di informazioni per i piloti stranieri, e non lascia nulla di sottinteso; dalla non chiara, per lo straniero, distinzione fra campi volo e aviosuperfici (trovando anche un lessico inglese adatto, in questo caso), agli spazi aerei, passando naturalmente alla guida turistica vera e propria. Una serie di itinerari divisi per regione (non sono naturalmente presenti tutte le regioni, per ora… Non tutte hanno strutture selezionate) con veramente tutto quello che c’è da sapere.
Non manca il vanto italiano delle aziende costruttrici di aerei, ben evidenziate in una sezione apposita, che è l’unica che differenzia i contenuti turistici dalla versione italiana.
La seconda parte del volume internazionale contiene la parte più classica dell’Avioportolano, ossia la guida a tutti gli “approdi”, anche se in questo caso i dati sono ridotti all’essenziale – per quanto completi.

Classici evoluti – La versione italiana è invece divisa in due volumi, e poi vedremo perché. Il volume più piccolo è “Italia in Volo – Guida agli scali avioturistici”, vale a dire l’equivalente (con piccole differenze) della prima sezione del volume inglese, ma naturalmente in Italiano. Quindi riappaiono le informazioni su designazioni, spazi aereo, clima, aziende, e in generale tutto quanto è volo in Italia. Tra le altre, abbiamo particolarmente gradito le pagine dedicate alla presenza del volo nell’Arte italiana. Ma in generale questo volume merita attenzione perché a noi appare questo il fulcro del progetto, attualmente. Infatti, oltre alle parti “informative” già viste per la versione inglese – ma utili anche a noi – è di qui che parte e si snoda l’idea di “Avioturismo”.
Cuore del volume sono infatti le cosiddette “Rotte regionali”: per Veneto, Umbria e Puglia (per ora) troviamo una vera e propria miniguida turistica con itinerari, immagini di qualità, percorsi enogastronomici – il tutto naturalmente dal punto di vista di prima mano del pilota. Quindi anche informazioni e particolarità sugli spazi aerei e naturalmente collegamenti con gli “scali avioturistici”. Questi ultimi, 18 strutture selezionate in tutta italia (e non solo nelle tre regioni citate), sono qualcosa che nella prossima edizione vorremo vedere crescere – e questo è un invito ai gestori delle strutture! Si tratta di approdi presso i quali trovare servizi turistici di varia natura e ovviamente un’armonizzazione fra il rude mondo dei piloti e… L’ospitalità che una qualsiasi vacanza richiede!
E’ evidente che la ricerca “turistica” sia andata oltre all’ovvietà.Queste 18 strutture coprono la maggior parte delle regioni italiane, consentendo quindi di avere itinerari di interesse anche nelle regioni che per ora non sono soggetto di “rotte regionali”. Dal Piemonte alla Sicilia, passando per la Sardegna, tutta l’Italia aeronautica è stata esplorata e riscoperta andando a creare un “sistema”, che è appena nato e avrà senz’altro molto da dire nelle prossime edizioni.

Le informazioni turistiche sono di qualità, in tutti i sensi

Per ognuna di queste strutture viene naturalmente valutata l’offerta turistica, i servizi, l’accoglienza, naturalmente la posizione e le caratteristiche tecniche – e tutto ciò che c’è da visitare “dall’alto”. Non pensate di trovare le solite “eccellenze” e nomi noti. E’ evidente che la ricerca “turistica” sia andata oltre all’ovvietà. Un esempio: eccovi Robecco Pavese, campo volo di dimensioni modeste e che non troppi conosceranno, ma che è qui inserito come struttura selezionata per visitare una zona bellissima ma spesso fuori dagli itinerari, ossia l’Oltrepò Pavese.
Lo stesso dicasi per l’aviosuperficie di Castelnuovo Don Bosco, che oltre a essere sede della ICP è la porta per le incantevoli zone piemontesi del Monferrato, del torinese e dell’astigiano – ancora poco “sfruttate”, rispetto alle vicine Langhe o al Monregalese. Insomma, interessanti scoperte in un volume veramente interessante.

Passando invece al grande classico, cioè “l’avioportolano” in sé, anche quest’anno la guida (quasi 500 pagine) soddisfa ogni necessità dei piloti coprendo tutta l’Italia con dati aggiornati, in certi casi, a dicembre 2009. Difficile, onestamente, pretendere di più.

E anche inutile dilungarsi su una guida indispensabile, se non per dire che rispetto alla scorsa edizione è stata migliorata la presentazione dei dati, con dei funzionali box che riuniscono i dati più importanti e le segnalazioni relative alla sicurezza, il database è quanto di più aggiornato ci sia, e ogni regione ha un frontespizio con un comodissimo estratto dalle nuova carte aeronautiche Avioportolano.
Difficile dare un giudizio, anche in questo caso, che non sia più che positivo.

L'aggiornamento del database arriva fino a dicembre 2009. Notevole.

Il pasticciaccio dei codici italiani

E ci teniamo a concludere questa nostra “prova” con una precisazione importante. Più volte chi scrive, sul forum, si è chiesto perché in Italia non si riesca ad avere un codice per campi e aviosuperfici che sia univoco. Sapete infatti che, a parte quelle poche aviosuperfici che hanno anche un codice ICAO a quattro lettere, l’identificazione delle aviosuperfici e dei campi volo, in Italia, non segue nessuna norma precisa.

il database avioportolano è conforme a un preciso standard e garantisce la qualità dei dati

Ci siamo fatti spiegare da Guido Medici, intanto che c’eravamo, come sia possibile che ogni anno esca un sistema di codici diverso (da parte di vari soggetti ed editori) anziché adeguarsi tutti a uno solo.
Intanto va detto che fino a qualche anno fa la scelta era fra il codice alfabetico che nasce dal database di “Arf” (ulm.it), a nostro parere molto valido da un punto di vista mnemonico, poiché richiama immediatamente provincia e nome del campo (es.: IPVMBI = Italia, Pavia PV, Mezzana BIgli) e il più breve codice Avioportolano, alfanumerico e meno mnemonico (PV01 = Mezzana Bigli), ma ancora più breve e semplice.
Attualmente invece, chi ha aggiornato ad esempio il proprio GPS AvMap, s’è ritrovato con un codice del tutto nuovo. Contemporaneamente, altri prodotti di navigazione, ad esempio Atlas VFR, utilizzano un codice proprietario piuttosto complicato a dire il vero. Mascottlang per fortuna utilizza il codice ulm.it, e via dicendo con altri esempi.
Insomma, una discreta babele, nella quale il codice Avioportolano, in utilizzo dal 1987, si identifica e qualifica rispetto ad altre fonti come l’unica in Europa (ad esclusione di quelle istituzionali, la cui correttezza è però spesso molto scarsa) che raccoglie i propri dati tramite censimento, e basandosi su un protocollo che risponde a norme ISO 9000, con chiara identificazione delle fonti e tracciabilità dei dati. Non è pertanto, il “sistema” Avioportolano, da confondersi con altre fonti, e il codice identificativo utilizzato è una “garanzia” sui dati che vi sono “dietro”.

Un prodotto che utilizzi il codice identificativo Avioportolano deve garantire la medesima accuratezza e completezza del database originaleProprio per questo, l’editore ha una precisa policy sull’utilizzo degli identificativi e del database, perché l’utilizzo dei codici dovrebbe sottendere a un preciso database (quello di Avioportolano) e quindi a una qualità dei dati. Chiunque voglia utilizzarlo, infatti, può farlo a titolo gratuito specificando la fonte, e soprattutto non modificando i dati e mettendoli a disposizione a titolo gratuito. Chiunque, invece, voglia utilizzare il codice Avioportolano in prodotti commerciali, deve pagare per contratto di cessione a titolo oneroso.

Solo in questo modo infatti Avioportolano è in grado di farsi garante dei dati delle piste, e ottemperare alla sua “missione”, che è quella di fornire un servizio attendibile ai piloti, aggiornato e, per quanto umanamente possibile, verificato.

Attualmente, tanto per dirne una, Garmin utilizza i codici Avioportolano e lo stesso database in maniera illegale, ma soprattutto fornendo un database vecchio e incompleto. Per fortuna, Avioportolano mette a disposizione gratuitamente a tutti i piloti l’intero database in formato GPX.

Ecco quindi perché ci ritroviamo spesso con codici identificativi assurdi e database poco omogenei.

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articolo di Claudio Fogliato

Claudio "ClaF" Fogliato, classe 1976, è editor in chief di VFRMagazine, suo malgrado. Mente clamorosamente quando intercala la parlata con "belìn": vive a Genova da anni ma è piemontese puro al 100%. Ha una bimba di nome Camilla e negli ultimi mesi ha pilotato soprattutto passeggini. Google+ Profile

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