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Anche mio nonno si sarebbe lamentato
Un inizio di millennio all’insegna del cambiamento. E delle solite resistenze.
Mio nonno era un uomo tutto d’un pezzo e molto tradizionalista. Nato nel ’23, è stato esentato dal servizio militare perché orfano di padre e ha passato la guerra vendendo macchine da cucire che trasportava personalmente con la bicicletta. Poi gli affari sono andati bene e, nel tempo, è stato in grado di mettere in piedi una buona azienda, che ha saggiamente deciso di vendere con l’arrivo dell’elettronica perché l’acquisizione di nuove tecnologie era troppo macchinosa e lui aveva già 60 anni compiuti. Mio nonno però aveva una certezza nel campo tecnologico: la posizione delle reti RAI e Mediaset, che si trovavano sul numero corrispondente del telecomando. Sei tasti buoni, il resto andava bene solo dopo la mezzanotte. Purtroppo, intorno al 2000, si presentò a casa sua mio zio, con un decoder satellitare e la promessa di molti più canali.
Il problema è che mio nonno continuava a “fare il 5” senza grossi risultati, assolutamente scontento dell’avvenuto cambiamento.
Ma cosa c’entra mio nonno con il volo? Proprio con il volo non molto, a parte aver finanziato molte delle mie prime ore da studente, ma vedo molte analogie con il rapporto tra piloti e tecnologie. Alla fine stiamo parlando “solo” di un decennio, ma nel settore dell’aviazione sportiva possiamo sostenere che il cambiamento sia stato quasi epocale. Una rapida evoluzione di tecnologie, idee e mentalità hanno portato piloti ed aeroplani in una nuova era, con limiti e prestazioni ancora in aumento e con loro – purtroppo – anche i prezzi. Novità che sono piaciute, novità che hanno stupito, novità che hanno fatto discutere, sta di fatto che VDS e AG leggera non torneranno indietro.

L'autore e i suoi bei tempi andati: un Savannah sul ghiaione del Po. Forse già troppo "avanti" per i pauperisti irriducibili.
Partendo dal VDS possiamo dire che l’ultraleggero entra nel millennio basico e ne esce avanzato, sia nella sostanza che nella forma. Il nuovo decreto che disciplina la nascita di un cosiddetto “ulm avanzato” è stato sicuramente la maggiore novità del decennio: sarà un bene o un male? Ai posteri l’ardua sentenza, per ora si può solo stare a guardare cercando di capire quali saranno vantaggi e svantaggi di questa legge, sicuramente un po’ macchinosa da digerire, in attesa che l’Europa partorisca una legge comunitaria, anche se al momento sembra abbiano problemi più importanti lassù a Brussels.
Certo è che l’ulm, l’aeroplanetto da diporto che entra nel duemila alla stregua di un paio di sci e ne esce aeromobile, è cambiato anche nella sostanza. All’inizio del secolo – era un po’ che volevo scriverlo (ndMarculì) – l’evoluto era il P92 Echo da 170 km/h e il GPS “figo” era il Garmin Pilot III, con il suo schermo in bianco e nero grande quanto il display di un cellulare vecchia maniera. Nel 2010 abbiamo il Dynamic con Dynon a visione sintetica, autopilota su due assi, Garmin 695, etc etc. Insomma televisori a gogo…
Insieme ai mezzi sono cambiati anche i piloti. Più consapevoli e più preparati, hanno tutti dovuto aggiornarsi alle macchine e alle loro potenzialità. Chi volava dieci anni fa ricorderà bene che erano in pochi quelli che sapevano navigare in maniera adeguata per non parlare dell’uso della radio, limitato alle palmari installate in maniera posticcia con una modulazione alquanto discutibile e una fonia da cielo campo.
Il problema è che mio nonno continuava a “fare il 5” senza grossi risultati, assolutamente scontento dell’avvenuto cambiamento.Tanti guardano al passato, rimpiangendo i tempi nostalgici in cui, con il Weedhopper, ci voleva un giorno per andare e tornare dal campo vicino con tutti i problemi annessi e connessi al fatto che i mezzi erano un po’ gestiti alla maniera dei “peones”, e il filo di ferro regnava sovrano. E’ vero, un po’ manca vedere i campi di volo pieni di tela colorata, soprattutto per chi un po’ l’ha vissuta.
Purtroppo il nuovo mercato presenta quasi unicamente modelli performanti e i nuovi entranti guardano con una certa diffidenza quelle vecchie “macchine volanti” spesso abbandonate in fondo a qualche hangar. E’ anche vero però che c’è gente che nel volo “light” ha continuato a crederci, non tanto per una questione di budget quanto per filosofia del volo “vento in faccia”, e quindi abbiamo una fiorente rinascita del delta a motore 2.0, in una versione rivista e migliorata sia nel look che nelle prestazioni. Non c’è quindi da preoccuparsi: esiste ancora un nutrito gruppo di amanti del volo basico – che noi sosteniamo – e siamo sicuri che ci sarà ancora bisogno di tubi e di tela nel nostro settore per molti anni a venire.
Anche mamma AG, dopo un preoccupante calo demografico dei praticanti sportivi, ha rialzato un po’ le sue piume grazie soprattutto a mezzi nuovi e all’ausilio della tanto discussa elettronica. E così, con il nuovo millennio, anche per i pipiellari arrivano macchine rivoluzionarie, come il Cirrus o i nuovi Diamond, capaci di portare l’Europa alla portata del pilota medio, abbandonando orologini e orpelli per enormi glass cockpit che, a patto di un buon passaggio macchina, facilitano il benedetto workload in favore di crociere più comode e sicure.
E anche nel settore AG le polemiche si sprecano, guardando a questi nuovi “orpelli da viaggio” con la tipica diffidenza di chi non vuole cambiare: perché lasciare il vecchio regolo per cotanta cineseria?
Se poi proprio uno non riesce a sopportare il fatto che un GPS possa semplificare la vita a bordo ed essere uno strumento di sicurezza può sempre fare come mio nonno: farsene una ragione e andare in pensione.Si, cambiare abitudini è sempre un po’ difficile e l’atteggiamento è spesso quello della diffidenza. Però è anche vero che non possiamo limitarci a “fare il cinque”, ma dobbiamo sostenere l’innovazione, sperando che questo fervore tecnologico continui ad aumentare il numero di praticanti e a farli volare tanto, cosa che in fondo, anche se qualche “barone” non sarà d’accordo, porta solo bene al settore del volo sportivo. Se poi proprio uno non riesce a sopportare il fatto che un GPS possa semplificare la vita a bordo ed essere uno strumento di sicurezza può sempre fare come mio nonno: farsene una ragione e andare in pensione.







