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Un Mac pieno di voli

Anche noi con un particolare tributo a Steve Jobs

Permettetemi, per una volta, un piccolo “fuori tema”, anche se rientriamo subito nel seminato parlando di volo. Il 5 ottobre scorso, come saprà chiunque, visto il tam-tam mediatico veramente smisurato, è morto Steve Jobs – il “padre” di Apple.
Fabrizio Bovi, storico collaboratore di Volare, mischiando il volo con la commemorazione, ricorda in maniera unica il suo contatto con il mondo di Steve Jobs. Che in quegli anni era tra l’altro già fuori da Apple, ma vi sarebbe tornato senza perderne mai lo spirito. Un nostro tributo a Steve Jobs, al Mac, a quell’essere “Mac user” che non esiste più, e a chi scrive di aerei facendolo come strano lavoro, ma con unica ed enorme passione. A voi! – Claudio Fogliato

‘Ero ancora praticante giornalista a Volare, quando, sul finire del 1989, gli informatici dell’Editoriale Domus ci misero sulla scrivania dei piccoli televisori in bianco e nero, con una fessura davanti, una tastiera e un coso col filo, che faceva click.
Il televisore era color beige, con una piccola mela arcobaleno sul davanti. “D’ora in poi questa sarà la vostra macchina da scrivere“, ci dissero i colleghi dell’EDP. Fino a quel momento la mia macchina da scrivere era stata una monumentale Olivetti nera, che avevo ereditato dal mio direttore, Francesco Giaculli.

Nessuno, allora, sapeva esattamente come si faceva un giornale con un Mac da 128k, neppure i due ingegneri della Apple di Cupertino, che ci dissero semplicemente: “Con questo attrezzo dovrete pensare diversamente da come avete fatto fino a oggi. Siamo venuti a vedere come ve la cavate“.

La redazione di Volare fu la prima della Domus a usare il Mac (anticipando persino Quattroruote), e con tutta probabilità Volare è stato anche il primo giornale in Italia fatto col Mac. Fedeli al principio aeronautico della ridondanza, per qualche mese lavorammo con i due sistemi in parallelo, facendo le notti. Il copia-incolla fu una vera rivoluzione. Gli articoli, poi, stavano su un dischetto che i nostri grafici, Luciano e Graziella, a loro volta, copiavano sui loro Mac, facendoci saltare i tre giri di bozze della fotolito, dall’altra parte di Milano. L’attrezzo aveva anche un correttore ortografico, che non sempre ci azzeccava, ma che comunque ci aiutava a scovare gli errori più subdoli. Un bel giorno, Giaculli, che come Steve Jobs ha sempre avuto il dono di una straordinaria curiosità e di pensare fuori dagli schemi, scoprì che sul suo Mac si potevano pilotare gli aerei. L’indomani fece applicare alla scrivania un volantino e una pedaliera per restare in allenamento – così ce la dava a intendere – nei rari momenti in cui non poteva volare con il Citation. Da lì a poco, Silvio, Andrea, Isabella ed io acquistammo un Mac identico per poterne disporre anche a casa. Perfino il nostro editore-pilota (Giovanna Mazzocchi, NdR) ne aveva uno uguale. Il mio lo pagai 2 milioni e 230 mila lire: una fortuna; ma l’ho usato per una decina d’anni senza mai perdere un colpo.

Un paio di mesi fa l’ho tolto dall’armadio e l’ho riacceso. Sembrava che mi aspettasse. Improvvisamente, sullo schermo sono riapparse dal passato le icone di qualche articolo ancora in bozza: il reportage da Mosca di un volo con Anatoly Kvotchur sul Sukhoi 27/30; un pezzo sugli ecranoplani; il Meeting di Bassano del ’92; un’andata-ritorno in giornata a New York con il Concorde; una prova in volo del Firefox dei fratelli Flippin; un’intervista a Stelio Frati; il necrologio del conte Agusta, proprio lui, il signor Corrado, che nel ’79 mi aveva preso come addetto stampa a Cascina Costa… Ho riposto il mio primo Mac con la sua memoria digitale piena di ricordi in basso nell’armadio, dove l’avevo tolto. Da qualche parte in casa ci sono altri cinque Mac, con i quali ho riempito più di duecento numeri di Volare. Ma non li riaprirò per rileggere quello che avevo scritto, come non riaprirò il mio libretto di volo datato 1968. Oramai quello che è stato è stato. E poi, hai visto mai che i voli più belli devono ancora venire…’  –  Fabrizio Bovi



articolo di Redazione

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