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Acrobazia: una ricetta per crescere
Il dopo-Foligno fa riflettere. Perché l'acrobazia in Italia fa la snob?
Proprio questa mattina, sulla terza pagina di Foligno de Il Corriere dell’Umbria, esce una piccola intervista a Dante Taddei, presidente dell’AeC Foligno e al centro delle asprissime critiche sulla gestione dell’evento (anzi, non-evento) WAC 2011, di cui abbiamo ampiamente parlato noi per primi (con Di Simplicio e Braga in tempo reale) e in seguito con i medesimi toni anche Volare e Volo Sportivo. Gestione dalla quale anche l’Aero Club di Foligno ha preso le distanze, sia ufficialmente che personalmente nella figura del vicepresidente. Tutti, ahimé, elogiando la parte agonistica e criticando fortemente tutto il resto. “Occasione mancata”, “feudo”, queste le parole d’ordine di tutti. Proprio questa mattina, dicevamo, esce una piccola intervista dove il presidente bolla come “critiche superficiali di chi non conosce davvero il mondo del volo” quello che è stato scritto. Non facesse sorridere, sembrerebbe un’affermazione coraggiosa.
Ma combinazione, proprio per oggi era programmata la pubblicazione si questo corsivo di Sandro Di Simplicio, che per primo s’è occupato del disastroso non-evento. Ci sembra la risposta perfetta… Anche se scritta da un altro che “non conosce davvero il mondo del volo”… NdR
Non ho mai sopportato chi si lamenta senza proporre, e dato che non mi ritengo ipocrita anche io devo sottostare a questa regola. Nell’articolo scritto riguardo i WAC ho criticato, e non in maniera velata, l’organizzazione colpevole, secondo il mio punto di vista, di aver perso un’occasione unica non solo per far divertire centinaia di persone che gravitano nell’ambiente del volo, ma soprattutto (e questo è imperdonabile) per dimostrare a chi di volo non ne sa nulla che l’acrobazia esiste, che il volo esiste, che gli aeroplani esistono e che tutto ciò non necessariamente è uno sfizio da ricchi, ma può riguardare anche chi, come la maggioranza di noi, ha un tenore di vita “normale”.
Sono stato accusato di essere un fomentatore, di sparlare senza sapere e soprattutto di parlare di ciò che non conosco.
Che io non sia un pilota acrobatico non è un segreto, ed infatti mai e poi mai ho scritto di tecnica, ma dire del sottoscritto che fa quasi 250 ore di VFR annuo in tutta Europa dai confini più bassi a quelli più alti, che non sia in grado di capire cosa va e cosa non va nella gestione di un evento, mi pare affermazione assai risibile. Lungi da me, ad ogni modo, perorare una difesa personale che non ha senso, quindi fatte le dovute premesse ecco cosa penso e cosa propongo.
L’acrobazia, in Italia, è un mondo che vive di sé stesso. Esiste una prova provata di ciò che è incontrovertibile. Chiunque inizi a praticare questa disciplina lo fa partecipando alla categoria Sportsman. Chi è il campione italiano? Nessuno. Perché? Perché non ci sono concorrenti. Ho un’amica, si chiama Silvia, che parlando con me ai WAC proprio del mondo acro era tristissima nel dirmi che pochi mesi prima si era recata (a proprie spese e con l’aereo a noleggio) a Lugo per una gara di Sportsman e questa non si è potuta svolgere perché lei era l’unica partecipante. Ma come pensate (parlo ai piloti acrobatici) che il vostro (nostro) sport possa crescere se non siete voi ad aiutarlo?
Una manifestazione come i WAC sono un’occasione che capita ogni cento anni, e l’organizzazione cosa fa? Impedisce ai piloti di vederla vietando l’atterraggio. Ma io mi domando, qualcuno di voi è mai stato al Meeting di Primavera? Al Cielo e Volo di Ozzano? Al VFRmeeting? Io penso di no!
Per quali motivi vengono organizzati tali raduni? Per lucro? Non fatemi ridere.
Per passione, anzi… Per Passione quella scritta con le lettere maiuscole, quella che ti fa tirare fuori di tasca ben più di cento euro se servono a migliorare il servizio per i presenti, quella che ti fa fare Cogliate – Boglietto venti volte in due mesi per far sì che tutti i 500 piloti che interverranno ed i 300 che resteranno a cena non abbiano nulla di che lamentarsi, quella che alla fine della giornata ti fa addormentare stravolto nella vasca da bagno con un sorriso ebete sulla bocca che dice tutto.
Ho scritto che non è per lucro, mentivo. Il lucro c’è sempre, in ogni cosa si faccia. Qual è quello di chi vola per passione? E’ il sapere che forse, dopo tutte quelle fatiche, due indecisi si sono iscritti alla scuola VDS, due scettici hanno iniziato a togliersi l’elmetto quando vedono passare un ULM, due sudditi del “modo di dire” hanno capito che per volare si può essere miliardari ma anche normali impiegati, e due nonne guardano i nipoti e dicono “usti, ma el vula anche chel ròb lì?!”.
Tutto ciò non può valere per l’acrobazia?! Pensate forse che se un Vittorio Primultini, tanto per citare il campione italiano di Illimitata, fosse presente al VFRmeeting facendo vedere cosa significa volare acro, come si prepara un programma conosciuto, come uno sconosciuto e come si inventa un libero per armonizzarlo con la musica, tutto ciò non creerebbe interesse e forse qualche nuovo adepto?
Certo questo non è gratis, ma pur parlando solo a titolo personale io scommetterei il mio aereo che i ragazzi del VFRTeam sarebbero ben felici di ricompensare chi fosse disposto a ciò con una bella bistecca al sangue e magari anche qualche litro di avio.
Già vedo la scena: Vittorio vola, fa divertire tutti poi scende e viene letteralmente assalito da decine di curiosi che (povero lui) lo riempiono di domande, gli chiedono una foto, di salire sul suo Extra… E tutto ciò non crea “gruppo”? Non crea movimento e quindi curiosità e nuove iscrizioni alle scuole?
Moltiplicate questo per quante manifestazioni ci sono in un anno in Italia ed i numeri vengono da soli.
Peccato che al gotha dell’acrobazia italiana tutto questo sembri non interessare; del resto è molto più semplice essere campione italiano fra due che fra venti, è matematica.
Davvero dobbiamo arrivare a pensare ciò?
Vi racconto l’ultimo aneddoto: qualche anno fa si iscrisse alla scuola di volo, dove faccio l’istruttore, un tale di nome Francesco. Mi guardò è mi disse: “Sai perché sono qua? Perché ho visto le decine e decine di video fatti da te col tuo aereo e pubblicati su YouTube ed ho capito che volare è meraviglioso”.
Mai e poi mai ho avuto soddisfazione più grande.







