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Guido Medici e Avioportolano:
vent’anni a zonzo per il cielo
L'avioturismo "inventato" da Guido Medici di Avioportolano compie vent'anni. Una chiacchierata su successi, idee, storia, voglia di sviluppare il settore e recentissimi disastri all'italiana.
Proprio questa mattina, prima di redarre questa intervista, mi capitano fra le mani due numeri di Icarus e uno di Hobby Volo, riviste del 1990 che da ragazzino (avevo 14 anni) leggevo avidamente senza nemmeno rendermi conto del mondo che già scalpitava fra quelle pagine – fra l’altro curatissime e patinatissime.
Parlare con Guido Medici è come sentire una voce da quelle pagine, voce di un pezzo importante del volo italiano, che parte da ancora prima di quegli anni. Uno di quelli che “all’epoca c’era”, c’è ancora e nel frattempo non s’è fermato un attimo. Ha creato, ha costruito, ha innovato con una geniale intuizione e ancora lo fa.
E se l’Italia non basta (e lo capiamo), allora c’è tutta l’Europa.
Guido è una persona che puoi definire subito amichevole, diretta, “in gamba”. Capisci in fretta come sia potuto “sopravvivere” per venti anni in un mondo dove si sono succeduti entusiasmi e disastri di tutti i tipi. Capacità. Difficile non volerci fare almeno una breve chiacchierata, farsi raccontare qualcosa.
Una breve chiacchierata ma dovuta e necessaria, sia perché proprio in questi giorni non facevo altro che pensare a una certa parola, avioturismo, che rischia di essere stuprata da questa manovra “salva Italia”, sia perché nel 2012 il “sistema” Avioportolano (le carte, le guide, i libri) compie vent’anni.
Come il P92, per rimanere in tema di pietre miliari.
Dal giro campo in là. La visione “avioturistica” del volo ti ha portato, in tutti questi anni, a sviluppare non solo dei prodotti ma anche a supportare un concetto preciso di volo.
GM – Il volo da diporto così come si è sviluppato in Europa dalla fine degli anni ’70 è, per definizione, un volo turistico. Nel diporto aereo si va per aria come si va per mare con una barca (piccola o grande che sia): per il piacere di navigare, vivere l’ambiente e i luoghi che il mezzo che usi ti permette di raggiungere. Io non ho fatto altro che costruire strumenti per farlo nel migliore dei modi e valorizzare ciò che spontaneamente si è sviluppato attorno a questo concetto: gli aerei da diporto, le aviosuperfici private e i piccoli aeroporti.
Per strumenti intendi carte e guide?
GM – Certo. Alla fine degli anni ’80 nessuna carta aeronautica riportava le piccole piste private frequentate in maggioranza da deltaplanisti. Pochissimi piloti uscivano dall’ambito del circuito della propria pista o, al massimo, volavano su percorsi conosciuti. A me piaceva andare in giro e scoprire l’Italia. Non potendo atterrare sugli aeroporti mi sono messo sotto il sedere la serie degli atlanti del Touring Club e ho girato l’Italia con un Atlas 15, e un carrello sistemato a proposito, a cercare le piste seguendo rotte “stradodromiche” e i consigli dei gestori delle varie piste punto per punto. Erano più gli atterraggi fuori campo che quelli in pista ma ero sempre attrezzato con tenda e scatolette varie e il principio vale per me ancora oggi. Dentro il mio bagagliaio ci sono sempre.
E così si arriva alle prime pubblicazioni…
GM – Sono andato al CIGA (Centro Informazioni Geotopografiche dell’Aeronautica Militare) che pubblica le carte ufficiali ICAO con una valigia di schede e ho chiesto l’autorizzazione a sovrastampare sulle “loro” carte le “mie” piste. La risposta è stata affermativa, a patto di dare loro le informazioni sulla posizione dei campi di volo, affinché potessero inserirle nelle loro speciali carte per la navigazione a bassa quota. Comperavo le carte ICAO in foglio steso e non piegato. Le riportavo in tipografia e gli stampavo sopra i bollini delle piste ULM. Poi ho fatto un accordo con il Touring Club Italiano, poi con la De Agostini e adesso facciamo tutto da soli. La prima pubblicazione dei dati è in formato schede del 1992. E’ stato il primo “Avioportolano” – che non si chiamava ancora così.
Con questo è iniziato il diporto aereo in Italia così come lo conosciamo oggi?
Ho proposto di costruire una rete di strutture avioturistiche per indurre i piloti europei a venire in Italia senza dover necessariamente frequentare gli aeroportiGM – Direi di sì. Anche se l’esperienza è stata così entusiasmante che nel 1992 ho avviato la prima “Scuola di Cross Country Aereo” con Angelo D’Arrigo, che si chiamava “Volare in Compagnia – Corsi di navigazione pratica di volo da diporto” . Quattro itinerari: “La Grande Pianura”, “Nel Cuore dell’Italia”, “Tra mare, cielo e olive” e “La Grande Avventura”. Pensa te: la grande avventura andava da Bologna a Ostuni…
Poi a seguire ci sono state iniziative simili di altre scuole, gli aerei si sono evoluti ecc ecc. Ma il gioco che facevamo noi è ancora insuperato: nella maggioranza dei casi facevamo fuori campo e piantavamo la tenda nei cortili dei contadini. Stupendo…”
E nel frattempo Guido ci offre una chicca. Ecco l’opuscolo di ”Volare in Compagnia“, fatto 21 anni fa. In copertina la prima carta ICAO con i campi volo Ulm. Da notare l’OTC 300, e il FAS 9000 con il quale smascheravano le false velocità dichiarate. Scaricatelo di qui in Pdf, sono 4.6 Mb ma ne vale la pena.
E l’introduzione del concetto di “Avioturismo” a quando risale?
GM – Il termine ”Avioturismo” è una declinazione di “diporto aereo”. Ma ha valenza e significato diversi. Per rilanciare e ristrutturare vecchi casolari abbandonati o sottoutilizzati, in una economia agricola difficile da sostenere, sono stati inventati gli “Agriturismo”. Le leggi conseguenti hanno permesso di creare in Italia una rete di accoglienza particolare e apprezzata.
Ho pensato che fare la stessa cosa per le aviosuperfici e i piccoli aeroporti fosse una buona idea per far confluire su queste strutture gli interessi economici imprenditoriali del settore turistico. Nel 2009 ho organizzato un importante convegno a Roma per lanciare questa idea i cui atti sono pubblicati nel nostro sito (scaricabili di qui) . Ho proposto in sostanza di costruire una rete di strutture avioturistiche per indurre i piloti europei a venire in Italia senza dover necessariamente frequentare gli aeroporti. Ho presentato anche una bozza di legge all’allora Ministro Brambilla che in pochi articoli poteva rivoluzionare il settore aeronautico italiano.
In che cosa consiste la proposta?
GM – Si trattava di istituire per legge il principio di “Scalo Avioturistico”. La definizione che ho proposto è la seguente: “struttura destinata all’approdo aeronautico non aperta al traffico di linea (aeroporto, aviosuperficie o campo di volo) che sia riferimento per l’economia del territorio circostante, in particolare per quella turistica, e destinata a servire unicamente o precipuamente l’aviazione da diporto effettuata con aeromobili, apparecchi da diporto, sportivi e di aviazione generale turistica e loro equipaggi anche mediante l’apprestamento di servizi complementari”. Quest’ultima frase significa un mare di cose importanti. Ad esempio la possibilità di accedere ai finanziamenti europei per il miglioramento delle strutture ricettive, hangar compresi.
Quali sono stati i risultati?
GM – Quello che ho promesso io, nel convegno, l’ho fatto. Uno sforzo straordinario sfociato nella presentazione alla fiera di Friedrichshafen nel 2010, solo un anno dopo, il libro “Italy Aerotouring Flight Guide”: la migliore Italia aeronautica, itinerari, musei, scali avioturistici; la nostra storia e la nostra cultura. Alla fine dell’anno c’è stato un incremento di atterraggi dall’estero che ha superato del 40% il valore del 2009. Un successo editoriale e vorrei dire anche personale. Non può dire altrettanto l’ex Ministro Brambilla che, nonostante le promesse, si è dedicata a tutt’altro. Andato via il suo Capo Dipartimento Angelo Canale, che seguiva con attenzione e disponibilità il progetto, se ne è ampiamente disinteressata.
Enac ed Enit: sempre in due parole, ci aggiorni su cos’è nato, almeno sulla carta?
GM – Sono stato alla presentazione di quello che dovrebbe essere un accordo di collaborazione tra Enit e Enac per lo sviluppo dell’avioturismo in Italia, ma nulla è stato detto a proposito dei contenuti e nulla è stato pubblicato. Quindi sulla carta non c’è niente che io abbia potuto vedere. In quanto a parole ne sono state pronunciate tante e di importanti da parte di molti: da Matteo Marzotto Presidente Enit nel suo intervento al mio convegno del 2009, da ENAC, dal Ministero per il Turismo e da un variegato numero di assessori e politici che hanno sbandierato l’avioturismo. Mi aspettavo una concretizzazione in fatti positivi che non sono ancora arrivati.
Mala tempora currunt: la manovra “Salva Italia” del Governo Monti sembra fatta apposta per distruggere, fra gli altri, il settore aeronautico. E ancora più nello specifico va a colpire l’avioturismo. Qual è la tua visione della questione? Come vedi la situazione?
Chi si fida di un paese che pretende di far pagare la propria negligenza, incompetenza e superficialità agli ospiti? GM – C’è poco – o troppo – da dire. Non entro nel merito del principio della tassazione sulla quale ci sarebbe molto da discutere. Ma chi, tre giorni prima di Natale, ha introdotto la tassazione anche per quegli aeromobili che, pur non immatricolati in Italia, si fermino più di 48 ore nel nostro paese ha fatto un ulteriore danno. Incalcolabile e non solo economico. Nessuno più verrà nel nostro paese se non corriamo a riparare la falla immediatamente. E non parlo solo dei piloti. Chi si fida di un paese che pretende di far pagare la propria negligenza, incompetenza e superficialità agli ospiti? Questa norma viola le convenzioni e le leggi internazionali e sarà spazzata via al primo ricorso. Per colpire chi va a immatricolare all’estero l’aeroplano si rade al suolo l’intero settore. Geniale. Continuiamo a renderci ridicoli.
Ci sarà una soluzione positiva?
GM – Credo che alla prima occasione utile la norma verrà cambiata, conto anche sull’interpretazione, sul regolamento di attuazione e sulla mobilitazione di tutte le persone dotate di buon senso.
Nel 2012 Avioportolano compie 20 anni di attività e festeggia la decima edizione. Quali sono i progetti per il futuro?

GM – Ci sono progetti e realtà già attivate e non sarà certo l’imbecille di turno che ci impedirà di proseguire nel nostro lavoro. Ti racconto una cosa: nel 1982 presentai alla casa editrice Mursia il manuale di volo libero “Sulle ali di Dedalo – Introduzione al volo libero”. Mi chiamò il Direttore Editoriale e mi chiese incuriosito come mai proponevo un libro di questo tipo visto che era stata appena stata emanata una legge che proibiva il volo libero in delta in tutto il Paese. Risposi che la legge era una bufala inapplicabile, che tutti avrebbero continuato a volare e che quando fosse stata ritirata avremmo avuto il libro pronto. E così è stato. In un anno hanno fatto tre ristampe e il libro è rimasto per 15 anni il manuale della FIVL. Quindi noi continuiamo.
Per l’Italia quali saranno le novità del 2012?
GM -Per il nostro compleanno ci saranno grandi novità: per le piste più “anziane” che abbiamo pubblicato per tanti anni e per i lettori che ci hanno seguito. Tutta la nostra cartografia l’abbiamo ancora una volta rivista e migliorata con un sistema che permetterà aggiornamenti costanti e più frequenti. L’Avioportolano sarà pubblicato, oltre che in forma cartacea, anche su tutte le piattaforme tablet: Apple, Android e Windows. Lo stesso vale per “Italia In Volo” e per tutte le nostre pubblicazioni.
E per gli altri paesi?
GM - Mentre in Italia remano contro, il volume “Aerotouring Fur Privatpiloten” (l’Avioportolano sulla Germania presentato a Friedricshafen 2011) è stato inserito dalla rivista Fliegermagazine – una delle prime tre riviste tedesche – al primo posto tra i dieci prodotti più innovativi dell’anno. Una grande soddisfazione. Svilupperemo il Progetto Avioturismo in Germania e negli altri paesi con la stessa energia e lo stesso entusiasmo che abbiamo dedicato e dedichiamo all’Italia.
Quindi tutti in Germania?
GM - Perché no? Potremmo organizzare un bella squadra in trasferta. Una specie di grande emigrazione temporanea e collettiva di protesta. Solo che invece che con i gommoni ci andiamo con gli aerei, le mongolfiere, i tubi e tela, i deltaplani e gli aerei storici. Se apparteniamo alla categoria del lusso avremo pur qualche piccolo vantaggio! O no?
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