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Le tipologie di allievi (parte II)

Macho Man - Macho man ravvisa nell’aeromobile un simbolo fallico (per di più, dotato di ali!) da quando una sua ex lo costrinse a leggere l’opera omnia di Freud sotto ricatto fisico (vi lascio immaginare quale). Macho Man è l’allievo che lancia sferzanti battutine a sfondo sessuale ogni qual volta, in una qualsiasi situazione, venga menzionato una persona, oggetto, aggettivo o metapensiero di genere femminile (un esempio su tutti: “l’ala”); di converso, per macho man, la superiorità del maschio e della virilità che Egli rappresenta DEVE necessariamente esprimersi nelle attività che lui, l’Uomo, sceglie di intraprendere.
Di conseguenza il malpensante è portato a declinare al maschile ogni possibile categoria fenomenologica che si guadagni il proprio rispetto, oppure competa alla propria sfera d’influenza; Nel campo dell’aeronautica si va dal “timone di coda/profondità” al “carrello”, passando però per “l’elico”, il “derivo”, il “cabinotto di pilotaggio”, “il” cloche, il “pisto di decollo”. Esperimenti di laboratorio condotti presso il Dipartimento di Aerodinamica del Politecnico di Calcutta (Texas), hanno prodotto due risultati, entrambi inerenti alla figura di Macho Man:

1) Gli esperimenti di laboratorio dimostrano che gli esperimenti di laboratorio si compiono in laboratorio. Da parte di ricercatori MASCHI.

2) Esiste una funzione di densità di probabilità in grado di descrivere il meccanismo secondo cui, per 92 volte nel corso di un’ora di lezione di un corso VDS o PPL tenuto da un insegnante di sesso femminile, Macho Man è in grado di prospettare/promettere “un giro, quando avrò l’attestato/licenza” all’istruttrice. Il risultato interessante risiede nel fatto che tale funzione risulta essere indipendente dall’ ATPL con Type Rating su A-380 posseduto dall’istruttrice stessa.

Ogni lezione cui Macho Man presenzia, che sia teorica o pratica, viene SEMPRE interrotta e posta a termine da una telefonata piccata della moglie.

Filini – Filini estremizza il concetto di naturale solidarietà e amicizia che si viene a creare fra i partecipanti ad un corso. Chi ha frequentato una qualsiasi università conosce bene questo fenomeno: la serie di concause che porta un campione di studenti di estrazione sociale, look e frequentazioni diverse, a scambiarsi aiuto e conforto come amici di vecchia data di fronte alla porta chiusa di un’aula dove si svolgerà un esame.

Ma Filini non si ferma qui. Dopo due lezioni (massimo) possiede numero di cellulare, mail, account facebook e foto d’infanzia di ogni collega; dopo tre lezioni ha organizzato una serata birra “tra amici” il Martedì sera dopo le lezioni; alla quarta lezione si presenta munito di cuffie e radio aeronautica con VOR incorporato: “Ragazzi, se ne compriamo venti riusciamo ad ottenere uno sconto del 2% su base annua, rapportato al PIL e calibrato sullo stipendio medio di un operaio dell’Agusta. E ai primi cinque che telefoneranno, una fantastica bicicletta mountain bike con cambio shimano…”

Filini è “avanti” con il programma… avendo chiamato casa Trebbi per sei mesi consecutivi ogni sera alle sette, chiedendo lumi sulla tal definizione o sul tal concetto. Filini, per sua natura, non può concepire l’idea di un volo “solista”, o quella di utilizzare la radio per comunicare poche, ragionevoli informazioni e NON per conversare amabilmente con il FIC.
Filini ha come naturale obbiettivo la persona che, libro alla mano, prende pochi, ragionevoli appunti
e non interrompe continuamente l’istruttore mentre ascolta una qualsiasi lezione: voi.

Paperone – Paperone possiede la versione cartacea (!) di VFR Magazine, aggiornata settimanalmente e rilegata in esclusiva da ClaF in “pelle di Marculì”, e stampata utilizzando una cartuccia riempita di “Sangue di Direttore”. Paperone sfoggia e sfoglia “Volo Sportivo” con la stessa voluttà e cupidigia con la quale, anni fa, mi richiudevo in bagno per studiare a memoria “Le Ore” (purtroppo, quando ho imparato abbastanza da poter mettere in pratica i sacri insegnamenti è’ iniziata l’era di internet, e anche i calzini sono diventati virtuali).

Paperone sa che i soldi non “fanno” la felicità. La comprano. E comunque risponde, con una certa nonchalance a chi glielo fa notare: “Figuriamoci la miseria!”.

Paperone ha il telefono di Rodolfo Biancorosso. Nel senso che possiede il telefono di Rodolfo Biancorosso, e può filtrarne le chiamate a piacimento. Paperone ha comprato la ditta che produce gli stalli a comandi incrociati, e l’ha fatta fallire. Per la sicurezza. Paperone possiede un aereo VDS ancora prima di cominciare il corso: Il peso al decollo di detto aereo è esattamente 450,0.

Tonnellate.

(to be continued…)

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articolo di Michele Brusadelli

Nasce a San Paolo del Brasile da genitori italianissimi il secolo scorso, affascinato dall'arte volatoria grazie ai continui spostamenti fra Europa ed America Latina, siede ai comandi di un Piper all'età di otto anni, guardato a vista dal pilota, per rimanerne folgorato. E per anni racconterà di come quell'atterraggio di fortuna a Santa Cruz de la Sierra non sia stata colpa sua. Stabilitosi definitivamente in Italia colleziona per tutta la giovinezza una serie di stalli in decollo che, oltre a minare il proprio orgoglio, distruggono quasi trenta aeromodelli a poco prezzo. Convinto di non poter diventare un pilota, si laurea in Ingegneria Aerospaziale, rimanendo sorpreso di quanti fra i suoi colleghi non amino gli aerei... ma con il lavoro più umile che esista, arriva finalmente la possibilità di realizzare i propri sogni: consegue l'Attestato presso la scuola “Vittoria Alata”, per poi mancinare ore (poche per ora, purtroppo) e decidere di frequentare anche il corso PPL. E' curioso di vedere dove riuscirà ad arrivare.

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