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E.T.: Esordienti Totali
Bene, e ora tocca proprio iniziare a volare. Forse.
Per anni il Mastino era stato comprensivo, mi confortava incoraggiandomi. In quel periodo invece, sentendosi ripetere giornalmente la solita interminabile sequela di paranoie, era arrivata alla fase “vai a prenderti ‘sto c… di brevetto e smettila di rompermi le palle!”.
…Quando finalmente, dopo mille paure, sigarette e ripensamenti mi decisi, seguii il consiglio di un über-collega (A quei tempi lavoravo come “Leccafrancobolli in outsourcing” presso la prestigiosa Azienda Elicotteristica Italiana, le soddisfazioni professionali raggiunsero il massimo quando assunsero un neolaureato triennale a farmi da coordinatore. ndM):
“Io ho frequentato il volo all’aero Club Taldeitali, è il massimo!”
E così, un sabato mattina di mezza estate, avviai la Volks ed il GPS, solo per scoprire che Taldeitali era troppo lontano per le mie tasche. E per la sveglia del week end.
Spengo il GPS, scendo dalla Volks, compilo il log book, salgo in casa, accendo il computer e imposto la pagina di Google: “Scuole di Volo, Lombardia”. Risultato: siti porno. Con l’antivirus che mi guarda con due occhioni da emoticon pucciosa, stanco e implorante dall’angolo in basso a destra dello schermo.(Il mio antivirus, ultimamente, si è rivolto alla FIOM dando mandato ai loro legali di adire a vie medesime, o in alternativa, alle uova marce.ndM)
“Ultraleggeri, Lombardia”. Risultato: siti porno.
“ULM, Lombardia”. Risultato: siti porno.
“Aerei Leggeri, Lombardia”. Risultato: siti porno.
“Zanzare, Lombardia”. Risultato: siti porno.
“Sarà mica la Lombardia?”. Risultato: “Firefox encountered a problem: you too.”
Durante la navigazione incappo in un forum, “VFRflight”; scorrendo le pagine mi spiego che in Italia gli zanzarini non si chiamano “ULM”, ma “VDS”.
“VDS, Lombardia”. Risultato: siti porno. Cambio motore di ricerca, ne trovo uno specifico per siti porno:
VDS, Lombardia”. Risultato… siti porno.
EEEEEEE… La lista completa delle scuole di volo lombarde divise per provincia di appartenenza, tariffario, orientamento/lunghezza della pista, curriculum vitae degli istruttori con ultima dichiarazione dei redditi e valori ematici assortiti.
Il campo volo di Cogliate, sede della scuola “Vittoria Alata” (alla qual faccio volentieri pubblicità gratuita, se non si è capito…ndM), è nascosto ai margini della Brianza da una fitta coltre di orripilati abitanti del tardo milanese; arrivarci per la prima volta è come vincere alla caccia al tesoro anche per chi, come me, non abita molto distante. Rotonda, rotonda, autostrada, rotonda, cimitero, rotonda e sterrato: ci sarebbero anche dei cartelli, ma la mia scelta di orientarmi “ad istinto”, e di aspettare di vedere una manica a vento effettivamente ha rallentato la ricerca. Il mio primo incontro con colui che sarà il mio futuro Deus ex machina, somiglia a quello che ebbero, a loro tempo, il signor Rolls e il signor Royce:
“Ciao, mi chiamo Michele, vorrei frequentare il corso per…”
“Torna fra un mese.”
Un mese dopo, tornato all’ovile, avrò persino il tempo di guardarmi intorno. Nel lasso di tempo intercorso, fra un sito porno e l’altro, riscopro il forum di cui sopra, e seguendo alcuni discorsi fra gli utenti, comincio a ricordare alcune fra le lezioni apprese all’università; ed è con un misto di sorpresa e sgomento che scopro che quella cosa che i piloti chiamano come il bordo superiore del letto è esattamente la fine della pista. E che i piloti, intesi come collettivo sociale, tendono a ricoprirsi di macchioline itteriche verdi al solo sentir parlare di un aereo che “gira” a destra o a sinistra, che sono tutti grandi giocatori di scacchi, che non sono mai (MAI! ndM) d’accordo fra di loro sulle possibili cause di un incidente o sugli effetti (e sulle cause) di una certa manovra, e che tendono ad affollare la clubhouse e a consumare caffè in quantità industriale raccontandosi le rispettive avventure per pomeriggi interi, al minimo accenno di vento (Coloro che, anche in presenza di condizioni avverse prendono il volo assumono di volta in volta il nome di “Allievi”, “Istruttori” ndM).
Un mese dopo, dicevo, ri-parcheggio l’auto ai margini del campo volo, scendo e aspetto che Roberto, l’istruttore, si liberi; e sono piacevolmente sorpreso del fatto che si ricordi di me:
“Ciao, non so se ti ricordi, io sono Michele, e volevo…”
“Sì, mi ricordo di te, ma siamo ad Agosto: torna a Settembre.”
A Cogliate la pista è ben definita da entrambe le parti: la “Testata” uno nove (non chiamatela diciannove, per favore: in alcuni aeroporti i novellini che si esprimono in quel modo vengono crocifissi in clubhouse e costretti a guardarsi tutte le sedici ore del documentario “Silvio contro Godzilla il Rosso” ed. EmilioFede, Milano, 2010) è – era – delimitata da una simpatica linea elettrica, mentre la zero uno (no, stavolta non è l’EVA 01…) è infestata da aerei che compiono acrobazie in senso opposto alla pista (E se guardaste con occhio attento, scoprireste che quegli aerei acro sono degli aeromodelli: degli ULM hanno solo le dimensioni. ndM)
Proprio mentre esamino con occhio critico la pista, in quella arriva una Smart: il tizio che scende saluta, monta su una specie di ovetto biancoverde ad ala alta, mette in moto, rulla e si posiziona sulla testata (No, non mi sembra di ricordare né che abbia rifornito, né che ci siano stati incendi nella zona… ndM)
Di seguito sento il motore salire di giri, l’ovetto accelerare e staccarsi da pista in quelli che mi sembrano venti metri, per poi “girare” 90° a destra inclinando le ali di 450° e sparire all’orizzonte.
“Devono farlo anche gli allievi?”
“Non con il CT. Torna a Settembre.”







