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Van’s oltre quota 9000!

Gli aerei di Richard “Van” VanGrunsven sono un mito che non sembra minimamente segnare il passo, grazie a un mondo aeronautico che, se non vuole implodere, dovrà muoversi sempre di più verso le soluzioni "liberali" che questi aerei incarnano perfettamente. Experimental, grandi prestazioni, grande "storico" e affidabilità.

Van’s Aircraft (qui la nostra video intervista): se siete stati in giro per il mondo, aeronauticamente inteso, ne avete visti a decine, e anche in Italia la locale “Van’s Airforce” è in crescita, per motivi sia di mercato (un RV7 può costare meno di un ULM di fascia alta) che tecnici e legali (con lo status di experimental è chiaramente una soluzione praticabile per un ampio ventaglio di piloti).
E se il trend non sembra arrestarsi, i numeri confermano e sono decisamente su livelli alti, anzi, altissimi.

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Il 9.000° kit, un RV-8 nella foto qui sopra, è stato completato (e ha volato) proprio la scorsa settimana a Billund, in Danimarca, ai comandi di Thomas Damm. L’aereo ha volato il 9 Aprile dopo essere stato completato da Damm, pilota SAS, che acquistò il kit (già iniziato) nove anni fa. Abbiamo già parlato su VFRMagazine di RV7 con gli steroidi, ma anche questo non è male, con un motore Superior XP IO-360 e un’elica Whirlwind 200RV C/S, un mix di strumenti analogici e digitali (Dynon D1), un immortale Garmin 296 e uno SkyDemon MD, più qualche modifica al kit originale.

170 KTAS a 5000 piedi, con un “piccolo” set 24’/2400 giri. Questi sono gli “RV” 😉

Nei giorni successivi, tra il 9 e oggi, hanno volato altri quattro RV (un -8A, un -7A, un -8 e un -4), rompendo il muro dei 9.000.

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L’experimental, anche in Italia e come accennavamo prima, è uno sbocco interessante e naturale per uscire dal pantano di un’Aviazione generale completamente stagnante (salvo rari sussulti), permettendo la proprietà o la multiproprietà a costi di acquisto molto variabili e anche molto bassi, e con costi di gestione da ultraleggero. Senza contare la possibilità di usare avioniche e altre parti “non certificate” e pertanto più avanzate e meno costose (si pensi ai moderni glass cockpit). Un RV7 o un RV8, anche nella versione triciclo anteriore, rappresentano un po’ il simbolo di questo nuovo polmone AG, essendo appunto fra gli aerei leggeri e biposto più diffusi al mondo, e permettendo prestazioni di fascia alta – sia velocistiche che “di manovra”: un RV7 non ha alcun problema a operare dove normalmente vola un aereo VDS evoluto. Inoltre, il grande numero di kit prodotti e di aerei volanti, e un forum online dedicato, permettono di avere uno “storico” su qualsiasi problema, senza doversi inventare nulla. Nel campo aeronautico è un valore aggiunto incalcolabile.
E se volete vedere degli RV da vicino, non perdetevi il calendario del QBR (Quei Bravi Ragazzi) Team (http://www.qbrteam.it), una “pattuglia” tutta italiana.

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Per curiosità, gli ingegneri della Van’s hanno provato a dare una “dimensione” alla performance commerciale dell’azienda. Ad esempio, se mettete 9.000 RV uno di fianco all’altro, considerando un’apertura alare media di 27 piedi, coprirete 74 chilometri… Queste le dimensioni  di un fenomeno aeronautico veramente di livello mondiale.

foto: Van’s Aircraft

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articolo di Claudio Fogliato

Claudio "ClaF" Fogliato, classe 1976, è editor in chief di VFRMagazine, qualsiasi cosa significhi. Mente clamorosamente quando intercala la parlata con "belìn": vive a Genova da anni ma è piemontese puro al 100%. Nonostante ciò, è ormai perfettamente integrato nell'ambiente volatorio ligure, e insieme all'AeC Savona fa di tutto perché continui a esisterne uno. Google+ Profile

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