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Le gare “più leggere dell’aria”

A Mondovì si sono svolti i Campionati Italiani di mongolfiera 2014, e ne approfittiamo per farci spiegare come funzionano queste particolari, affascinanti e spesso complicate competizioni.

All'alba si gonfiano i palloni.

Domenica 28 settembre si è concluso a Mondovì, con la premiazione dei vincitori, il 27° Campionato italiano di volo in mongolfiera, organizzato per la quarta volta nella sua storia dall’Aeroclub Mongolfiere di Mondovì. Dopo tre giorni, sei voli e diciannove task sono saliti sul podio tre cugini valdostani: il campione Federico Miceli, per la prima volta in gara, e i fratelli Charbonnier, Diego e Igor (tre titoli nazionali), che si sono classificati al secondo e terzo posto. Con un grande gioco di squadra i valdostani sono riusciti a imporsi ai piloti della scuola monregalese, Paolo Oggioni e Giovanni Aimo, rispettivamente quarto e quinto, e al campione uscente Guido Montemurro, che si è piazzato al sesto posto. Nella classifica generale seguono Roberto Botti, Paolo Bonanno, Marco Giomi, Gianfranco Curti, Giuseppe Forgione, Piergiorgio Bogliaccino, Orlando Rosellino.

Decollo per la gara.

Un decollo di gara

Un posto speciale

I tre giorni di gare hanno ancora una volta confermato la fama internazionale di Mondovì come luogo privilegiato per il volo aerostatico. Tutto, infatti, è nato qui, in quest’angolo di Piemonte che gode di una particolare configurazione orografica e meteorologica. Qui nel 1980 la prima mongolfiera pilotata da John Aimo cominciò a volare, suscitando stupore e curiosità, qui è nato il più longevo meeting  italiano, il Raduno internazionale dell’Epifania, che richiama piloti da tutta Europa, qui si sono svolti nel 2009 i World Air Games di mongolfiera. Nel frattempo a Mondovì si era costituito, nel 2005, il primo e unico aeroclub italiano di specialità, che dal 2007 ha trovato la sua sede nel Porto aerostatico, una struttura unica in Europa. Proprio al porto aerostatico, o ballonporto come viene chiamato a Mondovì, si sono svolti i briefing dei piloti e i lavori dei giudici e degli scorer, capeggiati dal direttore di gara, il tedesco Hans Huber, che parla un italiano perfetto e vanta una lunga esperienza in campo aerostatico.

Il team Aimo studia i task sul campo.

Il team Aimo studia i task sul campo

I piloti partecipanti erano tredici, sette dei quali monregalesi, a confermare la vocazione della città. Giovanni Aimo e Paolo Bonanno, i veterani della specialità, sono entrambi plurititolati: sei vittorie Aimo, sette Bonanno, per non contare le altre volte in cui sono saliti sul podio. Paolo Oggioni, attuale presidente dell’Aeroclub di Mondovì, ha vinto due campionati. Completavano lo squadrone monregalese Gianfranco Curti, Giuseppe Forgione, Piergiorgio Bogliaccino, Orlando Rosellino, tutti piloti di provata esperienza.

Oltre ai tre valdostani che hanno fatto l’en plein e al campione uscente Guido Montemurro, che vive a Milano, si sono cimentati nella competizione due toscani, Roberto Botti e Marco Giomi.

Come funziona la gara

Com’è noto, i palloni ad aria calda viaggiano dentro il vento: per raggiungere un determinato punto occorre quindi conoscere la direzione e l’intensità dei venti alle varie quote, e saper imboccare la corrente giusta per dirigersi là dove il direttore di gara ha fissato il goal. Facile a dirsi, più difficile a realizzarsi. Anche perché in genere i direttori di gara odierni assegnano prove più complicate, grazie ai computer e ai Gps di cui ogni pilota è dotato, mentre il logger assegnato ad ogni pallone, registrando puntuale il percorso compiuto, rende superflua la figura dell’observer. Fino a qualche anno fa, invece, ciascun pilota aveva il suo observer, che controllava i lanci del marker sul bersaglio ed effettuava le misurazioni, scarpinando per i campi se il pilota non aveva lanciato sulla croce o sull’incrocio di strade secondarie assegnato dai giudici. Oggi ci sono i measuring team che misurano all’interno di una scoring area, altrimenti è il logger a segnalare il risultato del pilota rispetto all’obiettivo assegnato sul terreno.

F-HCSM, il vincitore, con G-CEPV di Aimo e I-FEED di Rosellino

F-HCSM, il vincitore, con G-CEPV di Aimo e I-FEED di Rosellino

G-CEPV in gonfiaggio

G-CEPV in gonfiaggio

I task elaborati da Hans Huber per il campionato 2014 sono stati numerosi e vari.

Il Judge Declared Goal consiste nel sorvolare un punto assegnato dal giudice. L’Hesitation Waltz propone due o più bersagli, sta al pilota scegliere quello più favorevole rispetto alla sua rotta. Con l’Angle i concorrenti cercano di effettuare la maggior variazione di rotta possibile rispetto a una direzione prefissata. Nella Minimum Distance e nella Maximum Distance i piloti cercano di lanciare il marker il più vicino, o il più lontano, possibile dal punto di decollo comune, all’interno di una o più scoring area. La faccenda si complica nella Minimum Distance Double Drop e nella Maximum Distance Double Drop, dove si tratta di lanciare due marker il più vicino, o il più lontano, possibile l’uno dall’altro, all’interno di una o più aree. Il Fly In richiede ai piloti di decollare da un punto a loro scelta, convergendo sul luogo in cui è collocata la croce del bersaglio. Un tipo particolare di Fly In è il Gordon Bennett Memorial, in cui il marker va lanciato il più vicino possibile ad un goal assegnato dal direttore, però all’interno di una scoring area. Il Pilot Declared Goal va scelto e dichiarato dal pilota prima del decollo. Il Shortest Fly, come dice il nome, richiede il volo più breve possibile rispetto al punto di decollo, con lancio del marker in una scoring area. Nella Race to an Area i piloti devono arrivare nel tempo più breve possibile ad effettuare il lancio all’interno di una scoring area. L’Elbow prevede il cambio di rotta più grande possibile. Nella Caccia alla Volpe, tecnicamente Hare and Hounds, i piloti, come tanti cani, inseguono un pallone che funge da volpe, e tentano di lanciare il loro marker sulla croce che la volpe ha esposto dopo l’atterraggio.

Briefing Generale

Briefing generale

Due palloni sponsorizzati da ditte di GPL.

Due palloni con sponsor decisamente a tema!

Un trofeo speciale è il Memorial Lorena Merlini, che fu una dei primi observer in Italia e più volte direttore di gara del campionato italiano. È stato conquistato da Igor Charbonnier, che ha così completato la “conquista” di Mondovì da parte della Valle d’Aosta.

Il campionato 2015 con ogni probabilità tornerà a svolgersi a Mondovì, e i piloti locali già si preparano alla riscossa.

John Aimo – AeC Mondovì

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articolo di Redazione

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