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Invito all’aeroporto di Asiago – Un volo speciale

Un aeroporto unico al mondo, sempre aperto, da visitare assolutamente. E ora con una vita nuova.

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E’ sicuramente uno dei voli più belli che possa capitare di fare.
Idealmente, se arrivate dalla pianura, potete salire fino a Brescia, quindi infilarvi sul lago di Garda e salire, salire. Sia per la vista che per necessità. Cosa si può aggiungere ad un volo sul Garda? Un salto di vallata, per nulla impegnativo, giunti in cima al lago dalle parti di Torbole, e poi ancora in sù fino a Trento. Lì potreste prendere la Valsugana, a Est, e continuare a salire. Ma se le condizioni lo consentono, non andate troppo sopra la linea di vetta a Sud: vi rovinereste la sorpresa!

di seguito: il Garda verso i 6000′, la Valsugana e finalmente l’Altopiano!

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Perché quando dovrete virare verso sud per guadagnare l’aeroporto e vi troverete sull’altopiano, sarete improvvisamente “bassi”. Prima dominavate la valle, ora accarezzate foreste e praterie. Si chiama “altopiano” mica per niente.
E quando avete l’aeroporto in vista, arrivando da nord, vi sembra di sfiorare qualcosa di “morbido” e piacevole, verdissimo anche se l’estate è stata calda, pulito, perfetto.

Fate il circuito godendovi le irregolarità e i rilievi che coronano il luogo, le case isolate, il centro abitato che, dall’alto, appare perfettamente proporzionato all’aeroporto (beh, questo accade nella nostra visione “al contrario” delle cose). Non potete non notare il Sacrario, che domina il paesaggio e l’abitato, o la perfezione di certi dettagli che si notano dall’alto.

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L’aeroporto”Romeo Sartori” di Asiago, con quella unica “aerostazione-baita” così inserita nel contesto da non notarsi neppure, pur essendo bellissima, con due piste e un “circondario” più unico che raro, è stato per anni una meta altalenante. Aperto, chiuso, Vds sì, Vds no, l’aerostazione… Però, ci si andava. Perché è sempre stato particolare, e il piazzale ha costantemente ospitato aerei di ogni tipo.

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Da fine settembre lo è ancora di più, perché la musica sembra cambiata definitivamente.
A partire dall’avvicinamento (e la gestione specifica che il contatto radio sulla 122.60 è assolutamente indispensabile, perché si decolla in senso opposto all’atterraggio) dopo il quale verrete accolti nella mitica aerostazione, ora dotata di sala piloti “ecosostenibile” (arredata con cartone riciclato!), un bar che si chiama, puntualmente 3409 (i piedi di elevazione dell’aeroporto) e dieci mountain bike per le escursioni, o per raggiungere l’abitato di Asiago, per entrare in qualche ristorante (o stare nei tanti dehors) dal quale sicuramente uscirete fuori peso massimo. In realtà l’abitato, se vi piace passeggiare, si raggiunge senza troppi problemi anche a piedi (l’ha fatto addirittura il VFRTeam, lo può fare chiunque) o naturalmente chiedendo un passaggio.

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Altra cosa importante riguarda l’operatività: l’aeroporto sarà aperto tutto l’anno, anche nei giorni feriali e anche dopo le nevicate. Se già vi siete tolti lo sfizio di atterrare su una pista ghiacciata, toglietevi anche quello di “centrare” una striscia nera in mezzo al bianco totale. A breve sarà anche disponibile la benzina verde per rendere le due piste di Asiago (c’è sia quella di asfalto che quella in erba, QFU 08/26, entrambe di oltre 1100 metri) una meta ancora più pratica per chi vola a Mogas.

A fine settembre  il nuovo corso è stato inaugurato con il pieno sul piazzale (un centinaio di aerei giunti per l’occasione), gli aerei del gruppo HAG di Andrea Rossetto e i Blue Voltige. Bruno Zago, il nuovo Presidente dell’Aeroporto di Asiago, il Governatore Zaia, i Sindaci dell’Altopiano e gli esponenti di Enac giunti da Roma hanno tagliato il nastro della struttura.
Importante quanto è stato detto dal governatore: “La crisi è dentro di noi e che se si ha voglia di rischiare si supera. Questa non è un’avventura o un giocattolo per un imprenditore, ma è un bene per tutti e per tutto l’Altopiano. Ce ne vorrebbero altri di imprenditori coraggiosi come Zago.” Quando sentiamo queste parole, dette di una struttura aviatoria prettamente diportistica, ci diamo i proverbiali pizzicotti. Sperando che non restino parole, e che l’aeroporto continui ad essere supportato e sviluppato come struttura avioturistica. La vicinanza ai confini Nord del nostro paese la rendono una tappa – o una meta – di grande interesse per l’avioturista tedesco o inglese, una specie di “porta” per l’Italia unica, particolare.

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Mettete in cantiere una visita a questo aeroporto, se ancora non ci siete stati. C’è anche un bel sito da consultare, con tanto di webcam.
Non vi garantiamo di beccare una giornata spettacolare come la nostra, o di fare foto belle come le nostre, però potete provarci! 😉

Foto: Claudio Fogliato e Ufficio Stampa Aeroporto di Asiago

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articolo di Claudio Fogliato

Claudio "ClaF" Fogliato, classe 1976, è editor in chief di VFRMagazine, qualsiasi cosa significhi. Mente clamorosamente quando intercala la parlata con "belìn": vive a Genova da anni ma è piemontese puro al 100%. Nonostante ciò, è ormai perfettamente integrato nell'ambiente volatorio ligure, e insieme all'AeC Savona fa di tutto perché continui a esisterne uno. Google+ Profile

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